Più mi informo sui temi narrativi più un tarlo mi rode il cervello.
REALTA; ASPETTI DELLA VITA; GIUSTA RAPPRESENTAZIONE DELL'IMMAGINE CON LE PAROLE; SENTIMENTI, PROPOSITI E RAGIONI DEI PERSONAGGI CHE CONFERISCONO REALISMO ALLA STORIA.
Rappresentare tutti i dettagli della vita è impossibile. Al contempo però per dare realismo e conferire sostanza al testo da noi scritto queste minimizie servono necessariamente.
La questione è intrigante e presenta molti aspetti differenti della scrittura che riguardano principalmente lo Stile.
Lo Stile per chi non lo sapesse è quella branca della scrittura che studia il corretto lessico della parola; la sua forma..
Tipo; Vado a casa. <- questa forma lessicale è corretta.
Ma se scrivi; Vado andare casa. <- Oltre che essere chiaramente AGRAMMATICALE sta frase indica pure che il messaggio non è stato esposto nella maniera corretta.
In parole povere Lo stile indica tre cose: 1) i differenti modi di scrivere, 2) la giusta armonia del testo; 3) la corretta forma di scrittura della frase.
Questo è lo Stile.
Però da solo questa cosa non è il tutto. Molti professionisti del settore sostengono che dilungarsi troppo su descrizioni, pensieri dei personaggi ecc. rendono lo stile di scrittura pesante e che la gente vuol immaginare.
Leggendo queste parole mi è sorta la domanda: Se l'immaginazione viene "dall'esporre il minimo di un contensto narrativo" Se è meglio "non descrivere" per non appesantire il testo; come può il lettore apprezzare veramente l'ambiente e la situazione in cui si trova il personaggio?
Tolkien è un esempio di descrizione esagerata e narrativa pesante. Il suo libro è il capolavoro per eccellenza e in se la storia è davvero bella ma, difficile da seguire poichè affatica chi legge.
Leggi le prime 387 pagine e ancora la storia deve conicnciare a svilupparsi. Decisamente troppo tempo anche per un testo che voglia descrivere con eloquesnza un mondo.
Questo che vi ho detto penso sia uno dei più grandi crucci della storia del romanzo. Troppo= romanzo lento ; Poco= Schifezza di testo.
La via di mezzo è la migliore, ma il problema purtroppo persiste. Un corretto sviluppo del testo richiede minimizie che riguardano sia il mondo in cui abita il personaggio, sia i suoi pensieri, le sue motivazioni, sia gli eventi che circondano i momenti della sua vita.
Tutto non si può dire. Ma comunque bisogna darne una visione globale che rappresenti chiaramente la situazione nelle sue sfacettature e i pensieri, sentimenti e reazioni che in quel momento dominano il personaggio.
Questo fornisce l'immagine, la rappresentazione mentale in chi legge, quindi di conseguenza anche l'immaginare il poi, cioè quello che succede dopo.
Non è detto però che quest'immagine soddisfi il lettore, quindi è anche necessario che nel surrealismo questa "Rappresentazione" abbia un fondamento che le dia un contesto realistico.
Con realismo intendiamo che somigli per quanto possibile alla realtà che viviamo quotidianeamente, perchè come tutti già sappiamo il romanzo; sia questo che tratti generi fantasy, o horror, oppure sentimentale; tratta fatti che sono trasposizioni di elementi della vita di tutti i giorni accaduti o visti; che hanno attivato la fantasia dell'autore del testo.
La domanda che mi pongo e che forse, anche altri si porranno ora è: Questi preliminari soddisfano appieno la rappresentazione in se stante, della storia e della vita del personaggio che noi vogliamo creare?
La risposta vien da se. No! Non soddisfano; manca qualcosa. Cioè quel sentimento tanto disprezzato da molti autori ed editori contemporanei che intendono la scrittura come "Mero mezzo per far soldi"
Quando noi scriviamo Creiamo una vita e un mondo con le sue regole, realistiche o meno che queste siano. Queste regole formano "L'immagine del Mondo" in cui si ambienta la nostra storia. Devono avere regole ferree e sapersi reggere da sole, fornendo supporto a tutto lo svolgersi del racconto.
Questo racconto essendo la vita di una persona, sarà poi composto di tanti piccoli attimi e sensazioni, pensieri, problemi ecc. ecc.
Tutto ciò rapresenta appunto la vita, ovvero il romanzo. Ragionando obbiettivamente reputo sia importante valutarli tutti senza trascurarli ma rimane il problema di come rappresentarli efficacemente nel testo scritto, rendendolo scorrevole e piacevole alla lettura e interessante.
Lo stile ci viene in aiuto ma come già detto non è tutto. Il problema è la questione della forma e del tempo da dedicare a ogni frammento dell'attimo vissuto, nella vita del nostro personaggio e del mondo che gli ruota attorno.
Gli eventi del mondo esterno si riperquotono sul personaggio e al contempo gli eventi della vita del personaggio si riperquotono sul mondo esterno. Quin di bisogna bilanciare attentamente questi eventi per rendere un contesto rappresentativo, capace di attrarre il lettore e inchiodarlo alla poltrona fino a fine libro facendogli immaginare quella realtà alternativa racchiusa nel romanzo.
In pratica facendogli vedere la vita del protagonista e dei personaggi primari e secondari vari.
Ho cercato di rappresentarvi qui tutti i vari aspetti della questione nel minor spazio possibile, tuttavia temo che questo breve summa non renda abbastanza la portata della questione.
Rappresentare, dare un immagine di una realtà alternativa, come quelle presentate nei romanzi è quantomai difficile e complesso, prima vi dicevo del sentimento. Solo il cuore e l'amore per la costruzione, la vita dei propri personaggi, la cura che mettete nelle varie revisioni del testo danno espressività e vitalità allo scritto.
Nessuno ci può dire come fare, solo le nostre capacità personali possono farlo.
Ho deciso di postare quest'articolo dopo un piccolo periodo riflessivo vista lacomplessità dell'argomento. Personalmente reputo che valga la pena rifletterci per riuscire a rendere il nostrro scritto qualcosa di davvero meraviglioso;: ma anche per imparare ad apprezzare appieno la portata e l'ampiezza che il favoloso mondo dell'immaginazione e della scrittura sanno dare.
creativolaboratory
venerdì 13 aprile 2012
venerdì 24 febbraio 2012
Non insultiamo l'arte della Scrittura.
Sono incazzata....decisamente disgustata.
Ieri sera capito in rete a leggere un articolo di scrittura; sono tutte verità quelle che vengono dette ma appunto in quanto verità ineluttabili, fanno schifire e disgustare e quindi sono un offesa all'arte dello scrivere.
NON INSULTIAMO LA SCRITTURA!
Per inciso quell'articolo parlava di editoria, consigliando i giovani autori a scrivere roba mediocre, seguire solamente la moda all'ultimo grido, essere raccomandati e leccare il culo degli editori che dato che di fantasy e anche di altri generi ne sanno poco pensano che: " se è simile al libro tal dei tali sui vampiretti o sui maghetti di turno" si vende con certezza perchè tanto ci sono dei cerebrolesi che lo comprano, quindi copiate a manetta il più possibile, infischiatevene delle regole, e scrivete roba mediocre se volete vedere il vostro testo pubblicato.
Tutte verità, la vediamo ogni giorno nelle nostre librerie la cosidetta Commerciabilità delle mode di turno.
Sarò schietta e senza veli mandando al diavolo pure la cosidetta educazione.
Se dovete scrivere per fare CAZZATE simili Rinunicate a predere mano ad una penna o alla tastiera del pc. Non perdete tempo inutilmente a creare PORCHERIA inutile e senza il minimo senso estetico per la narrativa.
SCRIVERE NON E NE UNA MODA NE UN GIOCO! E una questione di impegno, costanza e studio.
Forse gli editori si comportano anche come afferma quell'articolo scabroso ma, incitare a comportamenti del genere i giovani aspiranti autori è un offesa per la narrativa e per chi la fa seriamente.
Se certi comportamenti esistono sta a noi "potenziali scrittori" mettere "il presunto editore che ragiona così" nella posizione di dover valutare davvero un testo guardando al lessico, al valore del testo, alla forma, alla metrica, al ritmo, alla sua armonia. Impedendogli di fare il presunto paragone "ah se è come Harry Potter e Twilight allora si vende sicuro"
La narrativa è un impegno serio e anche deleterio a volte; è intollerabile che circolino certi modi di pensare. Non insultiamo una pratica nobile quanto la scrittura con volgarità come la commerciabilità. Un testo si apprezza per il suo valore non per la sua mediocrità alla moda.
Non avete il libretto pubblicato dalla mega casa erditrice tal dei tali perchè non è minkione , vampiroso ecc. ecc.? Beh... SIATENE ORGOGLIOSI meglio non vederlo pubblicato che ne sapere che un testo di valore è considerato alla stregua di libri mediocri e privi di tutto ciò che fa la narrativa davvero tale.
Pubblicare un libro è una cosa che rende orgogliosi sicuramente, da una certa notorietà ecc. ecc. Chiunque scriva sogna di vedere un libro pubblicato ma se per questo bisogna rinunciare al valore del testo, a sentire che il presunto scopiazzamento di tutto il testo altrui è legittimato, che un editore guarda solo al fottuto lucro, meglio restare nell'anonimato.
Scrivere è impegno non finirò mai di dirlo, io non sono certo un eccellente scrittrice anzi, nel mio piccolo mi considero solo mediocre; ma in quanto anonima mediocre, mi fa letteramente incazzare il sapere che il vero amore per la narrativa viene soppresso da una porcheria come il lucro, come la commerciabilità del cazzo di testo minkione.
Non è accettabile. Un appassionato di scrittura come me passa giorni a rileggersi il testo, a studiare, fare ricerche, correggerlo, per ricavarne qualcosa di buono che sia gradevole per chi lo legge, invece un editore "un professionsita del settore, mi si viene a dire : Guarda solo alla mediocrità e allo scopiazzamento generale?"
Beh lo ritengo un insulto alla pratica della scrittura, come ritengo un insulto il fatto che si scrivano solo mediocrità alla moda e che vengano pure messe in risalto.
Io scrivo perchè amo scrivere, mi impegno tanto perchè amo profondamente questa materia ampia e incredible. Come me, tante altre persone si impegnano a fondo e mettono il cuore in quel che fanno. Questa è scrittura non il resto. Io leggo un testo guardando a tutti i vari punti della narrazione, non alla cretinata alla moda, come me chi ama scrivere fa uguale altrimenti la letteratura classica non sarebbe considerata l'orgoglio della letteratura.
Quindi, Evitiamo di prendere per i fondelli chi vuol fare narrativa veramente e sopratutto evitiamo di insultarla la scrittura. Di insultare chi mette l'anima in quel che fa.
Mi ripeto; Non lo tollero! Se editori o autori che seguono la moda di turno credono che scrivere sia solo far soldi, non sono degni del mestiere che fanno.
Personalmente voglio in parte rifiutarmi categoricamente di sapere che c'è solo sto lerciume nel mondo editoriale e sperare che chi fa questo mestiere abbia almeno un minimo di buon gusto.
Ma qual'ora certe voci fossero vere si ravvedano, perchè è davvero disgustosa sta realtà e toglie alle persone il vero piacere di leggere.
Fino ai primi del 500 l'Italia era il paese numero 1 per la qualità della scrittura, poi causa inquisizione e sottoquestioni varie, l'Italia decadde dal palcoscenico della scrittura. Il vero boss divenne l'Inghilterra dove il romanzo si sviluppò creando un nuovo grande genere di qualità. Nell'800 l'Italia si riscattò un poco con l'opera del Manzoni, poi di nuovo Oblio.
Ho detto ciò per far capire che l'Italia ha molto potere narrativo da sviluppare, quindi utilizziamo la testa se proprio dobbiamo scrivere e pubblicare, non la moda di turno.
La scrittura apre le porte di un mondo così vasto e profondo, che mai si riuscirebbe ad immaginare. Supera la più incredibile delle immaginazioni.
Sviluppate la scrittura tenedo a mente questo concetto, IMPEGNATEVI, e se vedete, casomai esistessero veramente, Editori che guardano alla minkiata di turno magari deridendovi, metteteli di fronte alla storia e alla qualità della vera narrativa di scrittori come Tolstoj, Andersen, Manzoni, La Austen e tanti altri. Loro facevano narrativa, non la moda di turno. Vi bocciano il testo? Uscitene comunque orgogliosi. Voi avete fatto narrativa vera e avete comunque internet per farla conoscere.
Con questo concludo. Tutto questo "papiro" non è un intenzione di offesa verso l'editoria che a modo suo deve anche pensare a tirare avanti, quanto al concetto stesso del " copia e sarai pubblicato".
Mi spiace qual'ora qualcuno si sia ritenuto offeso dall'articolo ma per mio personale parere la narrativa è un impegno sacrosanto che amplia le consocenze e migliora noi stessi.
Chi approva e consiglia il copiaggio di testi altrui, offende solo chi si applica veramente nello scrivere.
Ieri sera capito in rete a leggere un articolo di scrittura; sono tutte verità quelle che vengono dette ma appunto in quanto verità ineluttabili, fanno schifire e disgustare e quindi sono un offesa all'arte dello scrivere.
NON INSULTIAMO LA SCRITTURA!
Per inciso quell'articolo parlava di editoria, consigliando i giovani autori a scrivere roba mediocre, seguire solamente la moda all'ultimo grido, essere raccomandati e leccare il culo degli editori che dato che di fantasy e anche di altri generi ne sanno poco pensano che: " se è simile al libro tal dei tali sui vampiretti o sui maghetti di turno" si vende con certezza perchè tanto ci sono dei cerebrolesi che lo comprano, quindi copiate a manetta il più possibile, infischiatevene delle regole, e scrivete roba mediocre se volete vedere il vostro testo pubblicato.
Tutte verità, la vediamo ogni giorno nelle nostre librerie la cosidetta Commerciabilità delle mode di turno.
Sarò schietta e senza veli mandando al diavolo pure la cosidetta educazione.
Se dovete scrivere per fare CAZZATE simili Rinunicate a predere mano ad una penna o alla tastiera del pc. Non perdete tempo inutilmente a creare PORCHERIA inutile e senza il minimo senso estetico per la narrativa.
SCRIVERE NON E NE UNA MODA NE UN GIOCO! E una questione di impegno, costanza e studio.
Forse gli editori si comportano anche come afferma quell'articolo scabroso ma, incitare a comportamenti del genere i giovani aspiranti autori è un offesa per la narrativa e per chi la fa seriamente.
Se certi comportamenti esistono sta a noi "potenziali scrittori" mettere "il presunto editore che ragiona così" nella posizione di dover valutare davvero un testo guardando al lessico, al valore del testo, alla forma, alla metrica, al ritmo, alla sua armonia. Impedendogli di fare il presunto paragone "ah se è come Harry Potter e Twilight allora si vende sicuro"
La narrativa è un impegno serio e anche deleterio a volte; è intollerabile che circolino certi modi di pensare. Non insultiamo una pratica nobile quanto la scrittura con volgarità come la commerciabilità. Un testo si apprezza per il suo valore non per la sua mediocrità alla moda.
Non avete il libretto pubblicato dalla mega casa erditrice tal dei tali perchè non è minkione , vampiroso ecc. ecc.? Beh... SIATENE ORGOGLIOSI meglio non vederlo pubblicato che ne sapere che un testo di valore è considerato alla stregua di libri mediocri e privi di tutto ciò che fa la narrativa davvero tale.
Pubblicare un libro è una cosa che rende orgogliosi sicuramente, da una certa notorietà ecc. ecc. Chiunque scriva sogna di vedere un libro pubblicato ma se per questo bisogna rinunciare al valore del testo, a sentire che il presunto scopiazzamento di tutto il testo altrui è legittimato, che un editore guarda solo al fottuto lucro, meglio restare nell'anonimato.
Scrivere è impegno non finirò mai di dirlo, io non sono certo un eccellente scrittrice anzi, nel mio piccolo mi considero solo mediocre; ma in quanto anonima mediocre, mi fa letteramente incazzare il sapere che il vero amore per la narrativa viene soppresso da una porcheria come il lucro, come la commerciabilità del cazzo di testo minkione.
Non è accettabile. Un appassionato di scrittura come me passa giorni a rileggersi il testo, a studiare, fare ricerche, correggerlo, per ricavarne qualcosa di buono che sia gradevole per chi lo legge, invece un editore "un professionsita del settore, mi si viene a dire : Guarda solo alla mediocrità e allo scopiazzamento generale?"
Beh lo ritengo un insulto alla pratica della scrittura, come ritengo un insulto il fatto che si scrivano solo mediocrità alla moda e che vengano pure messe in risalto.
Io scrivo perchè amo scrivere, mi impegno tanto perchè amo profondamente questa materia ampia e incredible. Come me, tante altre persone si impegnano a fondo e mettono il cuore in quel che fanno. Questa è scrittura non il resto. Io leggo un testo guardando a tutti i vari punti della narrazione, non alla cretinata alla moda, come me chi ama scrivere fa uguale altrimenti la letteratura classica non sarebbe considerata l'orgoglio della letteratura.
Quindi, Evitiamo di prendere per i fondelli chi vuol fare narrativa veramente e sopratutto evitiamo di insultarla la scrittura. Di insultare chi mette l'anima in quel che fa.
Mi ripeto; Non lo tollero! Se editori o autori che seguono la moda di turno credono che scrivere sia solo far soldi, non sono degni del mestiere che fanno.
Personalmente voglio in parte rifiutarmi categoricamente di sapere che c'è solo sto lerciume nel mondo editoriale e sperare che chi fa questo mestiere abbia almeno un minimo di buon gusto.
Ma qual'ora certe voci fossero vere si ravvedano, perchè è davvero disgustosa sta realtà e toglie alle persone il vero piacere di leggere.
Fino ai primi del 500 l'Italia era il paese numero 1 per la qualità della scrittura, poi causa inquisizione e sottoquestioni varie, l'Italia decadde dal palcoscenico della scrittura. Il vero boss divenne l'Inghilterra dove il romanzo si sviluppò creando un nuovo grande genere di qualità. Nell'800 l'Italia si riscattò un poco con l'opera del Manzoni, poi di nuovo Oblio.
Ho detto ciò per far capire che l'Italia ha molto potere narrativo da sviluppare, quindi utilizziamo la testa se proprio dobbiamo scrivere e pubblicare, non la moda di turno.
La scrittura apre le porte di un mondo così vasto e profondo, che mai si riuscirebbe ad immaginare. Supera la più incredibile delle immaginazioni.
Sviluppate la scrittura tenedo a mente questo concetto, IMPEGNATEVI, e se vedete, casomai esistessero veramente, Editori che guardano alla minkiata di turno magari deridendovi, metteteli di fronte alla storia e alla qualità della vera narrativa di scrittori come Tolstoj, Andersen, Manzoni, La Austen e tanti altri. Loro facevano narrativa, non la moda di turno. Vi bocciano il testo? Uscitene comunque orgogliosi. Voi avete fatto narrativa vera e avete comunque internet per farla conoscere.
Con questo concludo. Tutto questo "papiro" non è un intenzione di offesa verso l'editoria che a modo suo deve anche pensare a tirare avanti, quanto al concetto stesso del " copia e sarai pubblicato".
Mi spiace qual'ora qualcuno si sia ritenuto offeso dall'articolo ma per mio personale parere la narrativa è un impegno sacrosanto che amplia le consocenze e migliora noi stessi.
Chi approva e consiglia il copiaggio di testi altrui, offende solo chi si applica veramente nello scrivere.
giovedì 2 febbraio 2012
Costruire una storia
Più leggo e più mi accorgo che di cose da sapere ne ho ancora una mucchia in fatto di scrittura.
Amo questo argomento , ma haimè la mole di cose da conoscere è veramente alta.
Quando creo un racconto mi impegno al massimo, cerco di valutare tute le opzioni e di pensare sopratutto al mondo e alle esigenze dei miei personaggi.
Quando leggo guide per narratori invece, mi pare sempre di non aver seguito nessun dettame di "esperti del settore".
Loro sostengono che i loro sono consigli e che poi ognuno deve agire come meglio crede. Giustissimo ma anche un bel problema per chi scrive, soprattutto per chi come me di lettori che commentano ne ha pochi.
Non ho voglia di tornare di nuovo sul discorso del "è carino", il mio vero problema è capire fondalmentalmente l'errore nel testo.
La gramamtica non va? La struttura della storia è sbagliata? La dinamica degli eventi deraglia?
Mai una risposta vera alle seguenti domande.
So che quando si legge nemmeno si presta occhio a certi dettagli ma chi scrive invece ci presta un attenzione quasi maniacale e il capire dove sta il pelo nell'uovo è di fondamentale importanza.
La faccenda è complicata. Molti scrittori sostengono che non bisogna mai affrotnare grandi temi, perchè poi non si arriva a nulla di soddisfacente.
Questo a mia opinione è il classico dilemma che porta alle domande sopra citate. Dove sta l'errore dunque?
I valori se uno li affronta in un racconto sono molto ambivalenti, per ognuno sono diversi non c'è un opnione generale, ma affrotnarli in un testo e renderne la grandezza non può far altro che accentuarne il valore in questione, tutto sta a come si costruisce il racconto.
E la struttura della storia a fare la differenza, la bilancia e la metrica con cui si affonta l'argomento.
Il saper rendere una determinata visione di qualcosa per la maggioranza può sembrare un errore appunto perchè è la tua visione e non quella globale.
Niente da dire, è giustisimo ma bisogna anche tener conto che, non esiste una versione globale per nessun tipo di argomento.
Vedete la costruzione di un raconto quanto può essere complessa?
Sicuramente no. Colpa anche mia che non vi sto offrendo un appiglio per capire, passando da un punto ad un'altro.
Mi spiego meglio dunque. la narrativa come ho scritto in un mio precedente articolo è una scienza. Un'alchimia della costruzione.
E come fare un puzzle solo più complesso. Un unione di calcolo delle emozioni, distribuzione del peso e del trovare il punto giusto dove mettere le idee sviluppate.
Tutto questo agglomerato deve poi fornire una struttura solida in cui la tua storia si può svolgere.
Da questo punto però nascono anche tutti i problemi piccoli e grandi della narrazione.
Infatti bisogna prestar occhio a non deragliare dal discorso, al non fare in modo che tutti i personaggi parlino uguale a dare un realismo alla storia e al luogo in cui si svolge, a non fare piazzate o a creare dei in terra come personaggi.
C'è davvero molto su cui lavorare e a risultato finito non si sa mai che pensare di quel testo. Magari tempo dopo, ti leggi una qualche guida per aspiranti narratori e ti sorgono un milione di domande.
Un bel dilemma davvero. Inevitabilemnte mi porta poi a ragionare anche su altri temi affini al discorso come l'originalità dell'idea, il modo di esprimersi, stile, metrica, sisntasi e tanti altri argomenti.
Sopratutto inizi e finali. Due questioni di grande importanza in un testo scritto.
Mai dunque sottovalutare La costruzione narrativa. Il problema come dicevo un po' sopra non sta nel non saper esprimere grandi idee o nel darne una versione universale quando il saperne dare una visione corretta che faccia porre domande e mettere in mostra un volto differente sia che si parli del grande valore che del paio di calzini che uno si mette la mattina.
L'espressione in pratica.
Questa è la mia opinione personale. Concordo con quasi tutto quello che si dice sulla costruzione di un romanzo ma, credo che anche il fattore del darne un esposizione bella e intrigante sia doveroso da ricordare.
Inoltre un ultimo punto da tener conto è il sentimento con cui il testo è scritto. Un mondo ben costruito è anche sentimento. Tutti i personaggi sono vivi e vivono la loro vita in quel mondo che tu crei per loro, quindi bisogna necessariamente dargli un mondo stabile.
Amo questo argomento , ma haimè la mole di cose da conoscere è veramente alta.
Quando creo un racconto mi impegno al massimo, cerco di valutare tute le opzioni e di pensare sopratutto al mondo e alle esigenze dei miei personaggi.
Quando leggo guide per narratori invece, mi pare sempre di non aver seguito nessun dettame di "esperti del settore".
Loro sostengono che i loro sono consigli e che poi ognuno deve agire come meglio crede. Giustissimo ma anche un bel problema per chi scrive, soprattutto per chi come me di lettori che commentano ne ha pochi.
Non ho voglia di tornare di nuovo sul discorso del "è carino", il mio vero problema è capire fondalmentalmente l'errore nel testo.
La gramamtica non va? La struttura della storia è sbagliata? La dinamica degli eventi deraglia?
Mai una risposta vera alle seguenti domande.
So che quando si legge nemmeno si presta occhio a certi dettagli ma chi scrive invece ci presta un attenzione quasi maniacale e il capire dove sta il pelo nell'uovo è di fondamentale importanza.
La faccenda è complicata. Molti scrittori sostengono che non bisogna mai affrotnare grandi temi, perchè poi non si arriva a nulla di soddisfacente.
Questo a mia opinione è il classico dilemma che porta alle domande sopra citate. Dove sta l'errore dunque?
I valori se uno li affronta in un racconto sono molto ambivalenti, per ognuno sono diversi non c'è un opnione generale, ma affrotnarli in un testo e renderne la grandezza non può far altro che accentuarne il valore in questione, tutto sta a come si costruisce il racconto.
E la struttura della storia a fare la differenza, la bilancia e la metrica con cui si affonta l'argomento.
Il saper rendere una determinata visione di qualcosa per la maggioranza può sembrare un errore appunto perchè è la tua visione e non quella globale.
Niente da dire, è giustisimo ma bisogna anche tener conto che, non esiste una versione globale per nessun tipo di argomento.
Vedete la costruzione di un raconto quanto può essere complessa?
Sicuramente no. Colpa anche mia che non vi sto offrendo un appiglio per capire, passando da un punto ad un'altro.
Mi spiego meglio dunque. la narrativa come ho scritto in un mio precedente articolo è una scienza. Un'alchimia della costruzione.
E come fare un puzzle solo più complesso. Un unione di calcolo delle emozioni, distribuzione del peso e del trovare il punto giusto dove mettere le idee sviluppate.
Tutto questo agglomerato deve poi fornire una struttura solida in cui la tua storia si può svolgere.
Da questo punto però nascono anche tutti i problemi piccoli e grandi della narrazione.
Infatti bisogna prestar occhio a non deragliare dal discorso, al non fare in modo che tutti i personaggi parlino uguale a dare un realismo alla storia e al luogo in cui si svolge, a non fare piazzate o a creare dei in terra come personaggi.
C'è davvero molto su cui lavorare e a risultato finito non si sa mai che pensare di quel testo. Magari tempo dopo, ti leggi una qualche guida per aspiranti narratori e ti sorgono un milione di domande.
Un bel dilemma davvero. Inevitabilemnte mi porta poi a ragionare anche su altri temi affini al discorso come l'originalità dell'idea, il modo di esprimersi, stile, metrica, sisntasi e tanti altri argomenti.
Sopratutto inizi e finali. Due questioni di grande importanza in un testo scritto.
Mai dunque sottovalutare La costruzione narrativa. Il problema come dicevo un po' sopra non sta nel non saper esprimere grandi idee o nel darne una versione universale quando il saperne dare una visione corretta che faccia porre domande e mettere in mostra un volto differente sia che si parli del grande valore che del paio di calzini che uno si mette la mattina.
L'espressione in pratica.
Questa è la mia opinione personale. Concordo con quasi tutto quello che si dice sulla costruzione di un romanzo ma, credo che anche il fattore del darne un esposizione bella e intrigante sia doveroso da ricordare.
Inoltre un ultimo punto da tener conto è il sentimento con cui il testo è scritto. Un mondo ben costruito è anche sentimento. Tutti i personaggi sono vivi e vivono la loro vita in quel mondo che tu crei per loro, quindi bisogna necessariamente dargli un mondo stabile.
martedì 31 gennaio 2012
Un inizio inaspettato
Cambio di piattaforma!
E stata una gran sofferenza ma sono felice che tutti i post finalmente siano in questa nuova sede.
Spero continuerete aseguire questo blog .
Baci a tutti!
Per oggi mi fermo qui è stato snervante sto cambiamento XD
E stata una gran sofferenza ma sono felice che tutti i post finalmente siano in questa nuova sede.
Spero continuerete aseguire questo blog .
Baci a tutti!
Per oggi mi fermo qui è stato snervante sto cambiamento XD
domenica 25 dicembre 2011
Buone Feste!
A tutti Buone Feste.
Che possiate viverle serenamente.
Trovando la luce nei vostri cuori e nelle persone che incontrate.
Auguri.
Anche nell'oscurità più totale;
anche nell'interminabile dolore.
Che la sorte vi possa offrire,
un piccolo tesoro di cui godere.
Buon Natale!
Buon Anno!
Che luci e colori di questi giorni vi distraggano,
dalle brutte realtà quotidiane e;
dalla tristezza che vaga permanentemente nella monotona vita odierna.
Auguri di tanta felicità,
e di cose belle.
Buon Natale.
Vi lascio con questa poesiola di mia creazione.
Davvero Buon NATALE a tutti quanti e Grazie perchè seguite questo piccolo Blog ^^

Che possiate viverle serenamente.
Trovando la luce nei vostri cuori e nelle persone che incontrate.
Auguri.
Anche nell'oscurità più totale;
anche nell'interminabile dolore.
Che la sorte vi possa offrire,
un piccolo tesoro di cui godere.
Buon Natale!
Buon Anno!
Che luci e colori di questi giorni vi distraggano,
dalle brutte realtà quotidiane e;
dalla tristezza che vaga permanentemente nella monotona vita odierna.
Auguri di tanta felicità,
e di cose belle.
Buon Natale.
Vi lascio con questa poesiola di mia creazione.
Davvero Buon NATALE a tutti quanti e Grazie perchè seguite questo piccolo Blog ^^

giovedì 24 novembre 2011
Letteratura : Il romanzo. La Scuola. Le Vicissitudini
Sto studiando un libro, il primo di una saga di 5 volumoni. Si intitola: La Cultura del Romanzo.
Da questo libro sto apprendendo notvoli informazioni sulla nascita del romanzo detto Romance o Fiction; e sulle sue vicissitudini.
Infatti l'epoca del romanzo non è per nulla semplice. Il romanzo di fiction cioè di fantasia è antichissimo, Già in grecia si tramandavamo raconti e poemi via orale. Poi subentrata la scrittura si iniziarono anche a scrivere.
L'iliade e L'odissea sono due esempi di questo fenomeno.
Mal a storia del romanzo non è tutta rosa e fiori; infatti nei secoli subì diverse opere denigratorie e fu posto sotto la falce impietosa della censura, tali pratiche sono durate più o meno fino ai giorni nosti, ma per ora andiamo a gradi e torniamo all'epoca antica; per la precisione in Cina.
In questo paese ci furono parecchi romanzi di fiction ma chi li scriveva e pubblicava si può dire avesse la vita rovinata e la reputazione praticamente defunta.
In Cina erano dominanti i saggi di storia e i precetti del confucianesimo. Chi scriveva romanzi fantasyo di amore era considerato un poco di buono perchè si riteneva che l'unico vero modo di scrivere fosse quello degli storici. Così nacque l'idea di unire a saggi di storia parti romanzate per rendere più conforme a quella che si riteneva la buona narrativa.
Ma le opere denigratorie continuarono e parallelamente na queste, nacque anche una vasta gamma di studi sull'argomento.
In Europa le cose non furono gran che diverse. Non c'era il confucianesimo ma la cristianità. Proprio così, il nostro clero era seriamente preoccupato dal romanzo di fiction e si chiedeva se influenzasse negativamente le persone.
in generis il clima sembrava più pacifico e ben accetto ma i roghi di libri erano all'ordine del giorno, si bruciavano anche bibbie e testi sacri per paura che le persone scambiassero quel che vi era scritto per verità. Un libro per poter essere pubblicato veniva sottoposto alla censura che ne tagliava le parti sconvenienti, obbligando l'autore a sistemare come poteva il testo.
Anche nelle scuole il clima non era diverso. Il romanzo di fiction veniva pesantemente criticato e i testi per le scuole scelti accuratamente, in modo da essere conformi all'idea di conformismo che le istituzioni volevano dare.
Stando al'autore questo ha provocato nel nostro paese una mancanza di interesse per la lettura.
Spiega molto chiaramente le dinamiche di questo presunto "odio della scuola nei confronti del romanzo" la scuola infatti non riesce ad accettare l'innovatività e le idee ribelli del romanzo di fiction; per spiegarlo e svelarne ogni arcano ha inventato le famose schedine libro che tutti quanti abbiamo visto nei sussidiari.
Sembra stando sempre al libro che, le idee che il romanzo forniva, fossero appunto troppo ribelli e le scuole adottando questa politica per parecchio tempo abbia reso noioso alle varie generazioni la lettura del romanzo.
Infatti odiernamente l'italia è il paese dove meno si legge a livelllo mondiale.
Nel 500 in Italia il romanzo cessa di esistere mentre in Inghilterra libera da questi pregiudizi religosi nasce il romanzo fantasy moderno.
Nei mie studi io sono arrivata poco più avanti di questo punto, inutile nascondere che scoprire certi dettagi della storia del romanzo mi ha davvero conquistato; razionalmente però mi sono anche resa conto che il romanzo ha avuto une voluzione molto complessa e difficoltosa, questo mi convince ancora di più nel ritenere che sul romanzo le sfumature da conoscere siano pressochè infinite.
Questo che sto leggendo è davvero un buon libro che permette alla mi a mente di immergersi in un mondo davvero intrigante.
Non è il libro più facile del mondo da leggere e studiare ma lascia davvero qualcosa dentro.
Il romanzo è davvero un portale per le ideologie e una migliore conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda.
La sua storia è una storia davvero piena di vicissitudini , quel che però c'è da dire e che credo nei secoli chi più, chi meno abbia condiviso è il fatto che Il romanzo è un tramite verso l'osservazione del mondo circostante , qualsiasi sia il genere scritto.
Da questo libro sto apprendendo notvoli informazioni sulla nascita del romanzo detto Romance o Fiction; e sulle sue vicissitudini.
Infatti l'epoca del romanzo non è per nulla semplice. Il romanzo di fiction cioè di fantasia è antichissimo, Già in grecia si tramandavamo raconti e poemi via orale. Poi subentrata la scrittura si iniziarono anche a scrivere.
L'iliade e L'odissea sono due esempi di questo fenomeno.
Mal a storia del romanzo non è tutta rosa e fiori; infatti nei secoli subì diverse opere denigratorie e fu posto sotto la falce impietosa della censura, tali pratiche sono durate più o meno fino ai giorni nosti, ma per ora andiamo a gradi e torniamo all'epoca antica; per la precisione in Cina.
In questo paese ci furono parecchi romanzi di fiction ma chi li scriveva e pubblicava si può dire avesse la vita rovinata e la reputazione praticamente defunta.
In Cina erano dominanti i saggi di storia e i precetti del confucianesimo. Chi scriveva romanzi fantasyo di amore era considerato un poco di buono perchè si riteneva che l'unico vero modo di scrivere fosse quello degli storici. Così nacque l'idea di unire a saggi di storia parti romanzate per rendere più conforme a quella che si riteneva la buona narrativa.
Ma le opere denigratorie continuarono e parallelamente na queste, nacque anche una vasta gamma di studi sull'argomento.
In Europa le cose non furono gran che diverse. Non c'era il confucianesimo ma la cristianità. Proprio così, il nostro clero era seriamente preoccupato dal romanzo di fiction e si chiedeva se influenzasse negativamente le persone.
in generis il clima sembrava più pacifico e ben accetto ma i roghi di libri erano all'ordine del giorno, si bruciavano anche bibbie e testi sacri per paura che le persone scambiassero quel che vi era scritto per verità. Un libro per poter essere pubblicato veniva sottoposto alla censura che ne tagliava le parti sconvenienti, obbligando l'autore a sistemare come poteva il testo.
Anche nelle scuole il clima non era diverso. Il romanzo di fiction veniva pesantemente criticato e i testi per le scuole scelti accuratamente, in modo da essere conformi all'idea di conformismo che le istituzioni volevano dare.
Stando al'autore questo ha provocato nel nostro paese una mancanza di interesse per la lettura.
Spiega molto chiaramente le dinamiche di questo presunto "odio della scuola nei confronti del romanzo" la scuola infatti non riesce ad accettare l'innovatività e le idee ribelli del romanzo di fiction; per spiegarlo e svelarne ogni arcano ha inventato le famose schedine libro che tutti quanti abbiamo visto nei sussidiari.
Sembra stando sempre al libro che, le idee che il romanzo forniva, fossero appunto troppo ribelli e le scuole adottando questa politica per parecchio tempo abbia reso noioso alle varie generazioni la lettura del romanzo.
Infatti odiernamente l'italia è il paese dove meno si legge a livelllo mondiale.
Nel 500 in Italia il romanzo cessa di esistere mentre in Inghilterra libera da questi pregiudizi religosi nasce il romanzo fantasy moderno.
Nei mie studi io sono arrivata poco più avanti di questo punto, inutile nascondere che scoprire certi dettagi della storia del romanzo mi ha davvero conquistato; razionalmente però mi sono anche resa conto che il romanzo ha avuto une voluzione molto complessa e difficoltosa, questo mi convince ancora di più nel ritenere che sul romanzo le sfumature da conoscere siano pressochè infinite.
Questo che sto leggendo è davvero un buon libro che permette alla mi a mente di immergersi in un mondo davvero intrigante.
Non è il libro più facile del mondo da leggere e studiare ma lascia davvero qualcosa dentro.
Il romanzo è davvero un portale per le ideologie e una migliore conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda.
La sua storia è una storia davvero piena di vicissitudini , quel che però c'è da dire e che credo nei secoli chi più, chi meno abbia condiviso è il fatto che Il romanzo è un tramite verso l'osservazione del mondo circostante , qualsiasi sia il genere scritto.
sabato 8 ottobre 2011
Progetti di Romanzo
Due mesi che non scrivo su questo povero Blog..
Non vogliatemene, l'estate è passata e i problemi si susseguono a manetta, la stanchezza ogni giorno si fa viva e il tempo haimè MANCA.
Ma veniamo all'articolo....o meglio questo nuovo proliferare di miei ragionamenti.
Da tempo rifletto sul concetto di Progettazione di un Romanzo.
Ho letto numerose guide per Aspiranti Narratori e tutte offrono buoni consigli su temi da affrontare e non affrontare, su come fare tabelle per lo svolgimento della storia; sulla prospettiva del personaggio, la descrizione, la metrica, la sintassi.
Prestano particolare insistenza su metrica e sintassi materie di cui confesso, non sono per nulla ferrata; tuttavia nessuno di questi professionisti dice chiaramente come si progetta un romanzo.
Ok mettiamo chiaro in principio due cose. 1 Probabilmente non lo fanno perchè , come logico; ognuno ha il proprio metodo per progettare una storia; e 2 Perchè se si comincia a parlare di Progettazione del romanzo, non si finisce più di discutere dell'argomento.
La situazione è complessa, decisamente complessa e confesso; vorrei saperne di più.
Per mio conto poi non so se è giusto. Bisogna prima pensare al o ai protagonisti delineando tuta la loro vita fino all'inizio della storia poi, concentrarsi su DOVE far svoglere la storia. Informarsi sule varie ambientazioni e, se invece vogliamo creare un mondo fantasy pensare attentamente a come organizzarlo questo mondo.
In successivo si fa una tabella degli eventi, poi si ricercano le informazioni che servono, le si annota in modo da poterle sempre consutare (Eh diciamocelo, è davvero difficile ricordare cose lette i mesi prima .) e infine, procedere passo a passo con il personaggio dentro al storia.
Questo io lo definisco un progetto generale per una storia, maturato da esperienze di lettura e ragionamenti, però noto che i professionisti cose come questo mio piccolo pseudo schema di progettazione non lo nominano mai nelle loro guide anzi; ho pure letto un opuscolo di un corso di scrittura fatto da un professionista nel quale si legittimava il copiaggio di un idea altrui, modificandola poi ai propri fabisogni.
Inutile dirvi che la cosa mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle. Insomma parliamoci chiaro, la scrittura è un impegno e serio. Se uno deve perdere il tempo a fare la bambinata di prendere un idea altrui ed usarla ai propri fini per creare una storia con delle similarità tanto vale che non si metta nemmeno a scrivere.
Il progetto di un romanzo è una cosa serissima per il mio umile parere di autodidatta e come tale va preso se no è tempo perso mettercisi al lavoro.
Deve partire da una buona idea. Per esempio se leggi un romanzo di una casa, della famiglia che vive li ecc. ecc. e ti viene l'ispirazione perchè magari l'ambiente ti ha suggestionato e su quella tal scolgiera o tal vallata , vuoi farci un avventura o una storia d'amore, fermati un momento.
Ok ditti il posto mi piace, ma lo voglio davvero identico? Alcuni diranno si e in quel caso ben poco c'è da fare ma per chi invece la risposta è no. Prenda mano al pc e si guardi qualche bella immagine in rete, rifletta su cosa vuole prima di partire in quarta. Progetti con calma tutto poi dia il via.
Non nego che leggendo si abbiano un sacco di ispirazioni, succede anche a me leggendo manga, libri, vedendo film, mi è anche capitato e ve lo confesso senza remora di iniziare una storia con un ambientazione simile al fumetto che stavo leggendo.
Era il periodo della mia ripresa a scrivere dopo anni di totale vuoto. In onore di quel fumetto chiamai il protagonista proprio come nel manga.. Beh, l'idea era originale per carità ma il primo capitolo anche se la storia era un po diversa mi pareva troppo simile al fumetto. Ebbene, accortami di questa madornale gaf mi sono fermata. E stato un alt dovuto, ho ripreso in mano l'idea e l'ho stravolta. In pratica si, ome omaggio il primo capitolo è rimasto uguale ma la storia poi si svolge molto altrove da quell'ambientazione iniziale.
Cito questo per farvi notare che avevo voglia di originalità non di una mera copia di un funetto che mi stava piacendo.
Quindi un particolare se vi ispira potete pure prenderlo, rigiralo, utilizzarlo, ma mai e ripeto mai usare un intera idea come dice quel professionista a mia opinione poco professionale.
L'idea di un romanzo deve essere buona e nascere da noi, non da altri. Più nasce dalla vostra idea più verrà fuori una gran bella cosa.
Ragionare, strutturare, pensare anche al più infimo dettaglio.
Tutto sta nel progetto, la storia parte da li e con la storia parte pure la vita del vostro personaggio.
Sono due dettagli che non vanno mai sottovalutati a mia opinione. Poi ognuno deve fermarsi e fare il proprio progetto utile ai propri fabisogni, ma non si deve mai dimenticare che il progetto è anche il cuore pulsante del romanzo.
A questo punto una bella citazione letta su un libro dice che: Bisogna saperlo erigere un palazzo e se non si hanno buone conoscenze di edilizia anche il palazzo più articolato può cadere rovinosamente.
Le parole sono chiare e dicono un unica cosa PROGETTARE. Il romanzo è costruzione, non un mero vagare della penna su un foglio di carta.
Mi fermo qui lasciando come al solito i margini di riflessione a chi vuole riflettere sull'argomento. Io non ho conoscenze cosi profonde per dire si fa così o non si fa così, quello che ho detto in questo articolo è un mio ragionamento. Un uno + uno fatto leggendo, ragionando, scrivendo.
Se vorrete cogliere l'occasione per soffermarvi a riflettere sulla questione, l'articolo avrà già esordito il suo effetto.
Alla prossima
Non vogliatemene, l'estate è passata e i problemi si susseguono a manetta, la stanchezza ogni giorno si fa viva e il tempo haimè MANCA.
Ma veniamo all'articolo....o meglio questo nuovo proliferare di miei ragionamenti.
Da tempo rifletto sul concetto di Progettazione di un Romanzo.
Ho letto numerose guide per Aspiranti Narratori e tutte offrono buoni consigli su temi da affrontare e non affrontare, su come fare tabelle per lo svolgimento della storia; sulla prospettiva del personaggio, la descrizione, la metrica, la sintassi.
Prestano particolare insistenza su metrica e sintassi materie di cui confesso, non sono per nulla ferrata; tuttavia nessuno di questi professionisti dice chiaramente come si progetta un romanzo.
Ok mettiamo chiaro in principio due cose. 1 Probabilmente non lo fanno perchè , come logico; ognuno ha il proprio metodo per progettare una storia; e 2 Perchè se si comincia a parlare di Progettazione del romanzo, non si finisce più di discutere dell'argomento.
La situazione è complessa, decisamente complessa e confesso; vorrei saperne di più.
Per mio conto poi non so se è giusto. Bisogna prima pensare al o ai protagonisti delineando tuta la loro vita fino all'inizio della storia poi, concentrarsi su DOVE far svoglere la storia. Informarsi sule varie ambientazioni e, se invece vogliamo creare un mondo fantasy pensare attentamente a come organizzarlo questo mondo.
In successivo si fa una tabella degli eventi, poi si ricercano le informazioni che servono, le si annota in modo da poterle sempre consutare (Eh diciamocelo, è davvero difficile ricordare cose lette i mesi prima .) e infine, procedere passo a passo con il personaggio dentro al storia.
Questo io lo definisco un progetto generale per una storia, maturato da esperienze di lettura e ragionamenti, però noto che i professionisti cose come questo mio piccolo pseudo schema di progettazione non lo nominano mai nelle loro guide anzi; ho pure letto un opuscolo di un corso di scrittura fatto da un professionista nel quale si legittimava il copiaggio di un idea altrui, modificandola poi ai propri fabisogni.
Inutile dirvi che la cosa mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle. Insomma parliamoci chiaro, la scrittura è un impegno e serio. Se uno deve perdere il tempo a fare la bambinata di prendere un idea altrui ed usarla ai propri fini per creare una storia con delle similarità tanto vale che non si metta nemmeno a scrivere.
Il progetto di un romanzo è una cosa serissima per il mio umile parere di autodidatta e come tale va preso se no è tempo perso mettercisi al lavoro.
Deve partire da una buona idea. Per esempio se leggi un romanzo di una casa, della famiglia che vive li ecc. ecc. e ti viene l'ispirazione perchè magari l'ambiente ti ha suggestionato e su quella tal scolgiera o tal vallata , vuoi farci un avventura o una storia d'amore, fermati un momento.
Ok ditti il posto mi piace, ma lo voglio davvero identico? Alcuni diranno si e in quel caso ben poco c'è da fare ma per chi invece la risposta è no. Prenda mano al pc e si guardi qualche bella immagine in rete, rifletta su cosa vuole prima di partire in quarta. Progetti con calma tutto poi dia il via.
Non nego che leggendo si abbiano un sacco di ispirazioni, succede anche a me leggendo manga, libri, vedendo film, mi è anche capitato e ve lo confesso senza remora di iniziare una storia con un ambientazione simile al fumetto che stavo leggendo.
Era il periodo della mia ripresa a scrivere dopo anni di totale vuoto. In onore di quel fumetto chiamai il protagonista proprio come nel manga.. Beh, l'idea era originale per carità ma il primo capitolo anche se la storia era un po diversa mi pareva troppo simile al fumetto. Ebbene, accortami di questa madornale gaf mi sono fermata. E stato un alt dovuto, ho ripreso in mano l'idea e l'ho stravolta. In pratica si, ome omaggio il primo capitolo è rimasto uguale ma la storia poi si svolge molto altrove da quell'ambientazione iniziale.
Cito questo per farvi notare che avevo voglia di originalità non di una mera copia di un funetto che mi stava piacendo.
Quindi un particolare se vi ispira potete pure prenderlo, rigiralo, utilizzarlo, ma mai e ripeto mai usare un intera idea come dice quel professionista a mia opinione poco professionale.
L'idea di un romanzo deve essere buona e nascere da noi, non da altri. Più nasce dalla vostra idea più verrà fuori una gran bella cosa.
Ragionare, strutturare, pensare anche al più infimo dettaglio.
Tutto sta nel progetto, la storia parte da li e con la storia parte pure la vita del vostro personaggio.
Sono due dettagli che non vanno mai sottovalutati a mia opinione. Poi ognuno deve fermarsi e fare il proprio progetto utile ai propri fabisogni, ma non si deve mai dimenticare che il progetto è anche il cuore pulsante del romanzo.
A questo punto una bella citazione letta su un libro dice che: Bisogna saperlo erigere un palazzo e se non si hanno buone conoscenze di edilizia anche il palazzo più articolato può cadere rovinosamente.
Le parole sono chiare e dicono un unica cosa PROGETTARE. Il romanzo è costruzione, non un mero vagare della penna su un foglio di carta.
Mi fermo qui lasciando come al solito i margini di riflessione a chi vuole riflettere sull'argomento. Io non ho conoscenze cosi profonde per dire si fa così o non si fa così, quello che ho detto in questo articolo è un mio ragionamento. Un uno + uno fatto leggendo, ragionando, scrivendo.
Se vorrete cogliere l'occasione per soffermarvi a riflettere sulla questione, l'articolo avrà già esordito il suo effetto.
Alla prossima
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