domenica 30 novembre 2025

Inverno nell'antica Cina

 Nell'antica Cina pare che il clima fosse più freddo e secco nel nord mentre più mite e tropicale nel sud del paese.
In una grotta chiamata Dayu pare che  alcuni uomini abbiano descritto dettagliatamente il clima del periodo che va dal 1500 ai primi del 1900 D.c.
La Cina in inverno ha diverse tradizioni che risalgono anche a 2000 anni fa.
Ma partiamo dal principio, come si sa prima della riunificazione della Cina avvenuta nel 221 A.c per meritondi Quin Shi Huang Di primo imperatore della Cina, la Cina era divisa in tanti piccoli regni costantemente in guerra tra loro.
Poi cambiò tutto e sebbene le guerre e gli intrighi di corte non siano mancati nel'antica Cina il paese riuscì a farsi valere.
Si segue il calendario sia Lunare che Solare fatto seguendo uno studio delle stagioni, è stato creato da una dinastia chiamata Xia e veniva utilizzato dai contadini per organizzare il lavoro stagionale.
In inverno la cina si ammanta di tradizioni, loro l'inizio dellinverno lo chiamano Lindòng e lo festeggiano mangiando ravioli cinesi considerati sia medicinali che  confortanti.
In inverno tendono a mangiare cibi calorici come pollo, anatra, manzo e stufati; in alcuni luoghi della cina si mangiano dolcetti di riso per festeggiare l'arrivo dell'inverno, festeggiano poi il sostizio d'inverno e la festa di primavera.
Per scaldarsi si beveva vino caldo e  tè 
Nel solstizio pare che nelle case dei cinesi ci fosse l'usanza di cantare e suonare insieme mentre nella corte imperiale i sacerdoti facevano sacrifici rivolti al cielo.
Pare anche che ci fosse la curiosa usanza di uscire per farsi gli auguri di buon solstizio e poi si facesse una conta di 9 giorni  per scacciare l'inverno.
Ogni 9 giorni si dipingeva un rametto di un colore diverso, poi si contavano 81 giorni che era quando sbocciavano i fiori di pesco. 
Ci si vestiva a strati, gli uomini vestivano con giacche a maniche larghe più pantaloni svasati spesso imbottiti con fibre di lino e canapa per avere più calore; si indossavano anche pellicce.
le donne indossavano una gonna lunga, una camicia senza maniche e una blusa.
In inverno ci si vestiva a strati e l'utilizzo della pelliccia era basilare per combattere il freddo.
Oltre a questi capi si indossava un mantello a maniche larghe che proteggeva dal freddo e un cappello nero con velo sempre usato contro al freddo.
Si stilizzavano anche guati e cappelli. 
Le case dei ricchi erano suddivise in stanze con un giardino, in altre zone sembra che le etnie più povere costruissero le case su due piani con un magazzino per i cereali situato al piano terra e i campi agricoli attorno.
In altre zone si viveva in case cotruite nella roccia quindi in autentiche grotte scavate e adattate ad esigenze di dimora.
Nelle dimore ci si riscaldava con un sistema di riscaldamento a pavimento chiamato kang mentre nelle case  civili si usavano stufe e camini. 
Per bloccare il vento si utilizzavano spesse tende e per riscaldarsi coperte molto pesanti.
La quotidianetà si basava sull'agricoltura, si coltivava tè, riso e vari ortaggi, si commerciava nelle stagioni calde ma in inverno  tutto si fermava e si  viveva più lentamente occupandosi delle festività invernali come il solstizio e il capodanno cinese e credo di studio e arte e religione.
Alla prossima con il primo articolo di Dicembre^^ 

Inverno per gli antichi celti

 Come sappiamo i Celti seguivano il Calendario Lunare per loro quindi il periodo invernale era un periodo impregnato di Significati.
Samahin il 31 Ottobre ( Halloween per noi moderni) dava inizio ad un nuovo ciclio e al contempo era la fine di un cliclo; Arrivava l'inverno.
Nella quotidianeità dei Celti l'usanza era di prepararsi per l'inverno; le bestie venivano ritirate dai pascoli e condotte nelle stalle per l'inverno; si macellavano i capi extra perchè non si potevano tenere troppi animali nel periodo invernale.
Si salavano e affumicavano le carni per l'inverno, si essiccava la carne oppure si faceva un mix di preparazioni; ad esempio una carne poteva essere salata ed essiccata oppure affumicata e messa sott'olio o con il miele.
I periodi conviviali dei banchetti per il popolo celtico erano estremamanete importanti; in genere presso il popolo la zuppa d'avena era uno dei piatti tipici ma carne e birra soprattutto ai banchetti non mancavano mai.
 Si consumavano lenticchie, fave , piselli ma le verdure non ho trovato notizie che se ne consumassero; una cucina senza ortaggi mi pare ben strana quindi ipotizzo a natura puramente personale che integrate nella loro dieta ci fossero anche verdure selvatiche come ad esempio funghi ed erbe di campo.
Non ho trovato notizie in merito alle verdure che consumavano i popoli celti, ho letto però che la loro elite adorava ilo vino Italiano e ne bevevano in grandi quantità.
Pare vivessero in grandi capanne di pietra o legno  con un tetto spiovente  fatto o di paglia o pietra e con grandi magazzini.
In genere c'erano dei gradini che conducevano all'ingresso e si dormiva in una grande panca e al centro o in una nicchia della casa un focolare restava sempre acceso peer riscaldare l'ambiente, le case celtiche pare non avessero finestre  ma solo un foro centrale da cui usciva il fumo e la porta d'ingresso.
Erano case molto buie in cui solo il focolare forniva luce.
In inverno si festeggiava anche Yule (Il Solstizio d'inverno) e la festa sembra che durasse per 12 giorni.
Per i celti il periodo invernale era anche il periodo delle campagne militari che li aiutavano "a passare il tempo e a raccimolare qualche fondo per le attività estive."
Il loro abbigliamento era di lana di pecora e di pelle intrecciata con pregevoli lavorazioni anche a fantasia che indicava la loro abilità di tessitori.
I ricami erano sempre presenti nell'abito celtico e pare che ne parlò anche Strabone in uno dei suoi testi.
Gli uomini tendevano a portare pantaloni rimanendo a torso nudo oppure indossavano delle camice  ovvero delle tuniche che si allacciavano alla cintura poi potevanao portare delle cotte di maglia .
Le donne pare indossassero un lungo abito poi nel tempo hanno cominciato ad usare un abito chiamato peblo che si chiudeva con delle fibule.
Spesso il peblo era messo sopra una tunica dodata di maniche.
Indossavano stivali o scarpe chiuse con dei gambali di lana  come calzature e mantelli con cappuccio per ripararsi dal freddo estivo; sembra usassera anche giacche di pelliccia senza maniche.
Alla prossima!
 

Inverno nell'antica Roma

 Questo sarà il primo di 3 articoli che vi posterò entro il giorno, tempo e vicissitudini permettendo; per  completare il ciclo di Novembre dei 3 mesi in festa che purtroppo a causa di un sacco di rogne qui su laboratorio non sono riuscita ad avviare.
Se non doveste vedere un articolo, provvederò a continuare domani e terminare, sebbene in ritardo.
 
INVERNO NELL'ANTICA ROMA 
 
 Dunque non è facile stillare questo articolo perchè non si sa di preciso come erano effettivamente gli inverni 2000 anni fa.
 Stando ad uno studio svolto nel mare adriatico pare che inizialmente fossero più o meno simili a quelle attuali per poi scendere repentinamente dal 90 A.c raggiungendo intorno al 200 A.c le temperature ottocentesche per poi rialzarsi e tornare a  essere calde pare a causa delle poche eruzioni magmatiche.
Quindi L'inverno romano era con temperature piuttosto miti possiamo presupporre.
In genere nell'abbigliamento romano si usava una tunica  e un perizoma per l'intimo che  in inverno era di lana, si indossavano Toghe sopra se eri un cittadino  Romano e Tuniche se eri uno schiavo o un comune cittadino.
In genere in inverno si utilizzavano più tuniche una sull'altra e un mantello fatto di un pezzo quadrato che ti copriva anche la testa, poi si utilizzavano guanti.
Nelle zone più fredde pare che venissero utilizate anche pellicce e cappelli.
Le case come già si sà, erano molto differenti tra comuni cittadini e ricchi patrizi; in quelle  dei ricchi cittadini ci si riscaldava con un sistema chaiamato Ippocausto che consisteva in un vano vuoto sotto al pavimento (in genere un secondo pavimento) in cui veniva fatta circolare aria calda  attraverso delle tubature  in laterizio e l'utilizzo di finestre con vetri per mantenere calore e temperature miti.
I poveri e la gente comune invece viveva in  costruzioni su più piani fatte di legno, nelle case non c'era la cuicna e  quindi si mangiava alle tavole calde e il riscaldamento era fatto con braceri portatili a cui attingeva tutta la famiglia per riscaldarsi.
Non ho capito bene che tipo di coperte usassero; alcuni dicono che erano in pelle di capra intrecciata, altri in pelliccia e altri ancora in tessuto.
Mi permetto teorie affermando che forse si utilizzavano tutti e tre i tipi, ma RIPETO; prendetela solo come una mia illazione! Non ho prove per sostenerlo.
Per i pasti in inverno si  amava mangiare zuppe di cereali o legumi, pane e cibi che si conservavano come frutta secca ma anche  formaggi stagionati e l'immancabile Garum.
Si mangiavano anche molte verdure, carne e pesce stagionale  e nelle famiglie più abbienti carni esotiche come il pavone e le spezie erano utilizzate abbondantemente.
 Sembra che si amasse anche mangiare Il Miele  sia per le sue proprietà dolcificanti che per le sue proprietà medicinali.
Vivevano la quotidianeità lavorando e occupandosi delle varie incombenze giornaliere, andavano alle terme quando potevano e tendevano a passare la notte in casa o nelle taverne.
Più o meno in summa  I Romani vivevano l'inverno così.
Al prossimo articollo!