Jacob Bhome nasce nel 1517 in una famiglia di contadini in Germania; sembra fosse il quarto figlio e che la sua famiglia fosse Protestante e luterana.
Fu allevato secondo dogmi rigidi della sua religione e i suoi primi studi li fece alla scuola del villaggio dove era nato e che di nome fa Sulikòw; qui abitò fino all'adolescenza poi venne mandato in apprendistato da un calzolaio a Gorlitz; questo fu anche il mestiere che praticò per quasi tutta la sua vita.
Fin da giovane età si dimostrò un avido lettore di testi di teosofia e mistica esempre in autonomia pare che cominciò a formulare i prorpi pensieri sull'argomento.
Nel 1594 o 99 (la data è incerta) si sposò con la figlia di un macellaio ed ebbe dei figli, pare che la sua famiglia fosse serena e felice nonostante non fosse benestante e che i ragazzi Bhome furono avviati dal padre a lavori che provvedessero a conferire loro una stabilità degna del loro status sociale.
Nel 1600 pare che una rifrazione di luce su un piatto di peltro gli diede un illuminazione mistica e da questo iniziò il suo studio del mistico che poi affondò nell'alchimia e nella teosofia.
Si convinse che queste sue esperienze (gliene capitarono due o 3 in tuta la vita) fossero " Un contatto con il divino".
Si mise a studiare intensamente le Sacre scritture e si avvicinò a tutti gli ambienti che secondo il suo pensiero "Potevano avvicinarlo al piano Divino."
Era convinto che l'uomo avesse la capacità di comprendere Dio e il suo operato della creazione.
Il suo pensiero verteva molto su una teologia naturale e questo lo contrappose alla fede luterana che ammetteva solo la bibbia come fonte di comunicazione con Dio.
Verso il 1617 o 19 incontrò un uomo che lo prese in ammirazione e lo spinse a pubblicare la sua prima opera, il titolo è: Aurora Consurgens; questo libro utilizzava immagini alchemiche al fine di spiegare la sua idea di pensiero.
Questo gli attirò un antipatica e una contrapposizione che si portò dietro per tutta la vita, infatti il pastore luterano Gregorius Richter lo accusò di eresia e poi quando Bohome riuscì a salvarsi, gli rimase oppositore per tutta la vita.
Un ironia della lro inimicizia è il fatto che morirono a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro.
Bhome ebbe diversi problemi a causa del suo libro e della sua filosofia che vedeva nel mondo naturale l'immagine di Dio.
Ma il suo pensiero che cercava con tutte le forze di capire la natura tra i suoi buoni e cattivi e i collegamenti tra la vita, il volere divino, il male e il bene fu la base per ulteriori studi avvenuti nei secoli sucessivi.
Quest'uomo di umili origini si impegnò veramente molto al fine di svelare il mistero divino e questo lo portò a conoscere persone importanti che lo supportano e finanziarono i suoi studi quando decise di smettere di lavorare e dedicarsi solo alla ricerca che terminò con la sua morte nel 1624.
Si dice che la sua filosofia era più simile al cristianesimo che al luteranesimo; che era eretico e sembra che i suoi oppositori lo costrinsero a lasciare la città in cui viveva a causa della perseguzione religiosa.
I suoi sostenitori però lo spinsero a scrivere e a continuare gli studi.
Nella sua vita scrisse ben 5 libri che come detto furono studiati anche nei secoli sucessivi.
Era convinto che Dio racchiudesse in se diverse nature: bene, male , spirito, materia e che il tutto fosse imputabile a una natura del contrasto.
Infatti, secondo il suo pensiero la trinità Dio-Cristo- Uomo; fosse nata da uno scontro di volotà; creò in pratica una specie di connessione tra Numerologia e Cabbala.
I suoi scritti ebbero così fortuna che non solo i Rosacroce li studiarono e ampliarono secoli dopo ma divennero uno degli elementi per la creazione della metafisica tedesca e nell'800 furono fonte di studio per molti filosofi.
Il suo pensiero riscosse tanto successo anche perchè riuscì a connubiare diversi elementi sia di fede cristiana che luterana, elementi di metafisica che contribuirono a forgiare riflessioni e pensiero di altri studiosi.
I suoi libri furono una delle basi su cui si fondo il pensiero teosofico.
E con questo il nostro racconto si conclude.
Alla prossima con il terzo articolo mensile.