E un uomo famoso di due e almeno una volta l'abbiamo sentito tutti nominare; l'allievo prediletto di Leonardo Da Vinci, l'uomo che il grande Genio considerava un figlio.
Lasciamo perdere le illazioni fasulle sulla presunta omosessualità di Leonardo e concentriamoci sui fatti.
Il Salai Approdò nella bottega di Leonardo il 22 luglio 1490 e da subito cominciò a creare piccoli problemi e a darsi a qualche "ruberia" questo gli valse il nomignolo Il Salai appunto (N.B: guardando su google pare significihi Diavoletto.)
Inizialmente il suo impiego fu : "Garzone di Bottega" poi riuscì a guadagnarsi la simpatia e la fiducia dell'artista e seguirlo nei suoi studi e nei suoi viaggi apprendendo tutte le tecniche del maestro.
Vide Milano, Venezia, Firenze e poi Parigi sempre a seguito di Leonardo.
Quando Leonardo decise di diventare Primo pittore di Francesco I Visse con lui a Clos Lucè ad Ambroisse ma paRe che restò poco lì e non assistette nemmeno alla morte del suo maestro Leonardo nel 1519 precisamente il 2 Maggio.
Di lui si sa che era considerato un infedele e un ladro, aveva quella che si può dire una vita turbolenta.
Nel 1518 prima di partire per un viaggio pare che vendette a Francesco I la gioconda e altri quadri di Leonardo e che alla morte del maestro non si sa dove era ma saputo dell'aggravarsi della malattia del maestro tornò di corsa in Francia forse non arrivando in tempo.
Leonardo gli lasciò una terra con delle vigne a Milano e lui trnò lì nel 1519 per costruirci una casa per poi morire nel 1524 a causa di un colpo di archibugio pare a causa di un francese.
Francesco Melzi secondo allievo di Leonardo e quello che fu nominato suo "Erede"; pare che incontrò Leonardo in uno di questi 3 possibili anni (N.B: Ho trovato 3 date diverse e ve le riporto tutte) O nel 1506 o nel 1508 o nel 1513; imparò le sue tecniche pittoriche e decise di accompagnarlo in Francia dove rimase con lui e lo assistette fino all'ultimo momento.
Leonardo in punto di morte lo nomino erede di tutti i suoi studi e progetti; alla morte del maestro Francesco I, che già lo stipendiava per essere "Assistente" di Leonardo , decise di nominarlo Gentiluomo della Camera di Francia nel 1520; in pratica lo metteva direttamente al suo servizio.
Lui decise di tornare a Milano nel 1521 e da quell'anno divenne un consulente per organizzare eventi di accoglienza artistici per re , regine e altri visitatori di alto lignaggio.
Pare che risiedette e mori a Villa Melzi appartenente alla sua famiglia nel 1570.
Qui la storia si fa misteriosa e gli studiosi suppongono che gli studi e i modelli di Leonardo si dispersero nel corso dei secoli o finirono distrutti.
Si sa per sicuro che il figlio del Melzi ne affidò 13 ad un parente di nome Aldo Manuzio il giovane e questi li consegnò a sua volta a un certo Giovanni Mazenta affinchè venissero riconsegnati alla famiglia Melzi; un certo Orazio Melzi (N.B: Non so se Francesco avesse nominato il figlio con il nome di suo padre) disinteressato decise di regalarglieli.
Si diffuse così la voce che Casa Melzi raccoglieva " Il Tesoro di Leonardo".
Carlo Emanuele I ricevette in dono un volume da Mazenta e Napoleone Bonaparte si appropriò di diversi volumi e progetti.
Ci furono molti spostamenti e rimaneggiamenti di queste carte e si perse le tracce di gran parte del materiale di Leonardo.
Al giorno d'oggi si sa che un Codice chiamato Hammer ce l'ha Bill Gates e che uno è la raccolta Windsor pare sia a Londra.
Pare che un Discendente del Melzi attualmente stia cercando nuovamente di riunire l'intero partimonio di Leonardo che il suo Antenato conservava con cura a Villa Melzi.
Non si sa altro ma il mistero rimane fitto assieme alla domanda: Quanti studi ancora di Leonardo dobbiamo conoscere?
Centianaia di fogli, appunti e non ne rimangono che poche pagine e i ricordi di quelli che conobbero Leonardo da Vinci ai tempi in cui era in vita.
Una storia degna di un romanzo d'avventura in cui ci si domanda se anche al Caprotti non siano rimansti in eredità studi di Leonardo.
Non ci sono voci o prove ad affermarlo ma i buchi nella storia son tanti e qui direi che sono anche Enormi.
Leonardo non si sa per certezza di cosa è morto, alcuni parlano di una paralisi alla mano che poi si è rivelata un Ictus, altri citano altri motivi di morte.
La Domanda: Dov'era il Caprotti mentre il suo maestro stava male?
Il fatto che gli sia arrivata una missiva nel 1519 rende chiaro che non era troppo distante da Amboisse ma non ci sono informazioni in merito ne si sa dove andò fino al momento del suo ritorno a Milano.
Melzi ebbe una vita impegnata dopo la morte del suo maestro ma di quali eventi sia costellata, chi sia sua moglie e tanti altri piccoli dettagli ci siono totalmente sconosciuti.
Mistero su Mistero dunque; in cui se mi è concesso dirlo.... Si potrebbe fantasticare di viaggi avvenbturosi e grandi scoperte.
Sa proprio di Romanzo alla Jules Verne eppure è realtà.
La realtà di un uomo del 500 che ha dato la vita allo studio, che si è impegnato, incavolato, stancato, ha riso e pianto, ha fatto tanto e ancora è ricordato a ben 526 anni dalla sua morte come il Più grande Genio che il mondo abbia mai visto.
Personalmente ritengo che sarebbe bello poter consultare l'intero patrimonio letterario, pittorico e ingegneristico di Leonardo, apprendere e ammirare la sua grandezza.
E una storia piena di buchi questa ma vale la pena ricordarla e ricordare due uomini che furono alle spalle di Leonardo nel bene e nel male; donadogli tanto ma anche facendolo dannare.
Erano un po' la sua famiglia assieme all'anziano servitore che gli è stato affianco per tutta la vita.
Alla prossima!