Ciao a tutti carissimi letori.. Dopo un altro secolo rieccoci a noi.
Innanzitutto faccio con largo anticipo gli Auguri Di Buone Feste a tutti voi che mi leggete.
Nell'articolo di oggi che sarà molto breve affronterò la tematica delle regole della narrativa; seguirle è un bene o un male?
Posso parlare solo dal mio punto di vista di neofita e di appassionata purtroppo, ma la questione mi è sorta leggendo un nuovo libro con consigli per aspiranti narratori.
Io seguo le regole della narrativa che dicono: è il personaggio che narra la storia, la sua psicologia è importante, le descrizioni di ambienti, gli attimi di calma sono importanti, lo stato d'animo del personaggio è importante, ogni personaggio ha un suo ruolo e bisogna ricordarlo; tutto si interseca con gli eventi che devono essere bilanciati e accadere nel giusto momento.
Io seguo queste regole ma faccio bene o male a farlo?
Seguo tutte queste regole lo ripeto, ragiono e rifletto sulla mia narrazione eppure ogni volta che ho provato ad iscrivermi in un forum per aspiranti narratori sono stata ampliamente e abbondantemente INSULTATA e TRATTATA COME UN ASINO solo per questo, dicendomi che io sbagliavo tutto, che queste regole solo solo stronzate e che non capivo nulla di scrittura e che facevo solo papponi illeggibili e che tutto il mio informarmi sulla narrativa era un inutile perdita di tempo perchè io nonn avevo le competenze intellettuali per scrivere.
Molti utenti di questi forum hanno insultato perfino le mie passioni per altri argomenti esterni alla scrittura e i miei hobbies.
Non intendo lamentarmi perchè ormai è passato sebbene le cicatrici mi siano rimaste ma, rileggendo queste regole nuovamente, per l'ennesima volta riportate in un libro scritto da professionisti del settore con passaggi di umberto eco e roland barthes mi è sorta questa domanda che lascio appuntata così "Al Vento" per chiunque voglia rifletterci.
E un bene o un male seguire le regole della narrativa quando si scrive?
Io personalmente mi trincero in un muto silenzio perchè ormai ogni parola sull'argomento mi sembra superflua, io credo in queste regole ma il 90% della gente incontrata su forum le ha insultate e ha insultato me come persona quindi deduco che per loro le regole della narrativa siano altre e non so quali o quali canoni seguano per scrivere perchè fino ad ora non ho ricevuto spiegazioni e solo un libro di tutti quelli che ho letto inneggiava al copiare gli altri autori a non descrivere e ad insinuare che la personalità del personaggio non contava un cazzo; quindi mi ripeto non so a cosa credere ormai, quindi resto in silenzio e continuo ad informarmi.
Lascio a voi la riflessione se vorrete farla e nuovamente Auguri per il Natale 2017
mercoledì 29 novembre 2017
giovedì 8 giugno 2017
La propria storia - Un problema
Eccoci qui con questo nuovo articoletto dopo davvero tanto tempo.
Ho deciso di dedicarlo a ciò che noi scriviamo, in pratica ai nostri romanzi e racconti.
Vi è mai capitato di iniziare a scrivere una storia e poi scoprire che non vale nulla?
A me si. L'idea di base era buona ma mi ero accorta di non aver curato tanti infinitesimali dettagli; il che mi ha costretto e riprende da capo tutto il progetto scoprendo che davvero dietro qella piccola idea c'era un mondo meraviglioso e infinito.
Per me è stata una vera emozione e lo è tutt'ora che ho ripreso la stesura di questo " romanzo" anche se confesso che mi vergogno a definirlo così in quanto sono un amatoriale e non una professionista.
Quel che più mi ha appassionato in questa operazione è sentire davvero la storia e i personaggi prendere vita.
E qualcosa di davvero unico che lascia un impronta profonda ma fa capire anche quale sia la vera e unica base buona per scrivere un romanzo.
LA PROGETTAZIONE!
Se non si ragiona a fondo su ogni evento che accade in quel mondo e sulle conseguenze che ogni evento porterà , che ogni scelta produrrà.. una storia non sarà mai completa e appagante.
Si sta raccontando una vita come sapete bene tutti e questa vita è fatta di tanti e frammentari momenti.
Le scelte di ogni persona influiscono sugli altri, ogni situazione ambientale influisce sulla storia.. ogni cosa ha una connessione con un altra e tutto l'insime di questi piccoli dettagli rende la storia viva e affascinante e ti fa respirare veramente l'aria di quel mondo.
Ecco questo è quanto di più importante in narrazione; il saper viaggiare in quel mondo e renderlo visibile anche a chi legge.
Per questo la descrizione è utile; per vedere il mondo in cui viaggi, l'azione è utile per capire come si muove e vive il personaggio e il pensiero del personaggio è utile per capire come lui vede il mondo.
E non dimentichiamo l'ambientazione stessa del mondo che aiuta il tutto a diventare unico e poetico.
Io rimango sempre stupita quando questo spettacolo mi si presenta davanti agli occhi; sia che leggo un libro oppure che io stessa scriva una storia.
Il meccanismo narrativo nella sua unicità e perfezione. Al giorno d'oggi si fanno solo discorsi su come un romanzo deve presentarsi al pubblico e si sentono solo discorsi su come: se uno deve leggere una descrizione allora non legge proprio il libro perchè descrivere è uguale pappone.
Discorsi assurdi senza capo ne coda che il discoro puramente tecnico dedicato al meccanismo narrativo che vi ho appena fatto dimostra ampliamente.
Un libro deve iuscire nell'impresa di far compiere un viaggio al lettore e per questo la comprensione del meccanismo narrativo e il saper vedere le potenzialità del proprio testo è qualcosa di davvero fondamentale.
Spesso racconti o romanzi che scriviamo ci propongono un sacco di sfide non solo a livello di narrazione ma anche a livello di pensiero costringendoci a prendere carta e penna e a ripensare a quel che stiamo scrivendo, tutte le domande che ci poniamo, le rispsote che troviamo sono parte di quel meccanismo magnifico che è la progettazione del testo.
Il risultato poi saprà sorprendere
Ho deciso di dedicarlo a ciò che noi scriviamo, in pratica ai nostri romanzi e racconti.
Vi è mai capitato di iniziare a scrivere una storia e poi scoprire che non vale nulla?
A me si. L'idea di base era buona ma mi ero accorta di non aver curato tanti infinitesimali dettagli; il che mi ha costretto e riprende da capo tutto il progetto scoprendo che davvero dietro qella piccola idea c'era un mondo meraviglioso e infinito.
Per me è stata una vera emozione e lo è tutt'ora che ho ripreso la stesura di questo " romanzo" anche se confesso che mi vergogno a definirlo così in quanto sono un amatoriale e non una professionista.
Quel che più mi ha appassionato in questa operazione è sentire davvero la storia e i personaggi prendere vita.
E qualcosa di davvero unico che lascia un impronta profonda ma fa capire anche quale sia la vera e unica base buona per scrivere un romanzo.
LA PROGETTAZIONE!
Se non si ragiona a fondo su ogni evento che accade in quel mondo e sulle conseguenze che ogni evento porterà , che ogni scelta produrrà.. una storia non sarà mai completa e appagante.
Si sta raccontando una vita come sapete bene tutti e questa vita è fatta di tanti e frammentari momenti.
Le scelte di ogni persona influiscono sugli altri, ogni situazione ambientale influisce sulla storia.. ogni cosa ha una connessione con un altra e tutto l'insime di questi piccoli dettagli rende la storia viva e affascinante e ti fa respirare veramente l'aria di quel mondo.
Ecco questo è quanto di più importante in narrazione; il saper viaggiare in quel mondo e renderlo visibile anche a chi legge.
Per questo la descrizione è utile; per vedere il mondo in cui viaggi, l'azione è utile per capire come si muove e vive il personaggio e il pensiero del personaggio è utile per capire come lui vede il mondo.
E non dimentichiamo l'ambientazione stessa del mondo che aiuta il tutto a diventare unico e poetico.
Io rimango sempre stupita quando questo spettacolo mi si presenta davanti agli occhi; sia che leggo un libro oppure che io stessa scriva una storia.
Il meccanismo narrativo nella sua unicità e perfezione. Al giorno d'oggi si fanno solo discorsi su come un romanzo deve presentarsi al pubblico e si sentono solo discorsi su come: se uno deve leggere una descrizione allora non legge proprio il libro perchè descrivere è uguale pappone.
Discorsi assurdi senza capo ne coda che il discoro puramente tecnico dedicato al meccanismo narrativo che vi ho appena fatto dimostra ampliamente.
Un libro deve iuscire nell'impresa di far compiere un viaggio al lettore e per questo la comprensione del meccanismo narrativo e il saper vedere le potenzialità del proprio testo è qualcosa di davvero fondamentale.
Spesso racconti o romanzi che scriviamo ci propongono un sacco di sfide non solo a livello di narrazione ma anche a livello di pensiero costringendoci a prendere carta e penna e a ripensare a quel che stiamo scrivendo, tutte le domande che ci poniamo, le rispsote che troviamo sono parte di quel meccanismo magnifico che è la progettazione del testo.
Il risultato poi saprà sorprendere
martedì 20 settembre 2016
Vedere-Percepire-Capire- trarre ispirazione
Innanzitutto vorrei CHIEDERE SCUSA ai miei lettori per gli errori di battitura del mio post di Marzo. (Quello prima di questo)
Non gli ho mai corretti lo ammetto, Uno perchè li ho scoperti molto dopo l'invio del post e Due per un determinato motivo di fattore etico. Ovvero ANCHE CHI SCRIVE PUO SBAGLIARE! E che sia visibile pure quando capita.
Mi è capitato di leggere un catalogo Mondadori con scritto STAKANOVISTA Ci rendiamo conto?? E stata usata la k al posto della c ... Una cosa da brividi e poi una simile bruttura della lingua fatta da un editore affermato? Ancora peggio!
Quindi si ho sbagliato! Sono umana e come già detto SONO ARCISTUFA Della Presunzione Saccentonica che c'è in giro tra gli appassionati di Scrittura. Si scrive, Si sbaglia e si impara ogni giorno e non c'è BISOGNO di assalire gli altri solo perchè la storia che scrivono non è di tuo gusto narrativo.
Gli errori strutturali se ci sono in Narrativa si notano al volo e non sono imputabili ad uno stile narrativo.
Se ci sono si spiega, si corregge e si aiuta il prossimo a migliorare ma con gentilezza.
L'ortografia, la grammatica, la sintassi si imparano anche leggendo passo a passo, se non si capisce ci si informa e mi ripeto: Non c'è bisogno di prendere leggere un racconto ed esordire "ah è illeggibile, ah perchè non l'hai curato, il personaggio fa azione, il personaggio si muove, che schifo tutta sta manfirna sui pensieri del personaggio, mi cascano le braccia a leggere perchè parte bene e finisce male".
Non c'è bisogno di fare processi di stato per una stramaledetta H saltata come il patrono dell'arroganza o anche peggio, leggere una storia buona e insultarla a priori perchèpè A TE Piace la stronzatina di storia che non sa di nulla.
Scrivere è un continuo apprendere e confrontarsi con se stessi. Scrivere è umiltà non arroganza, commentare è un atto di aiuto, certo deve essere eloquente e severo ma non OFFEDERE con sprezzante e arrogante saccenza il prossimo come invece fanno quasi tutti gli appassionati di scrittura.
Non pensiate che esageri cari miei lettori, purtroppo mi è capitato più volte di fare domande anche serie sulla narrativa e sulle mie letture sull'argomento anche complesse per sentirmi derisa o sentirmi dire, ah quelle che hai letto sono stronzate dimenticatele e fa come diciamo noi.
Dei professori quindi, degli accademici che scrivono libri per Rizzoli, Adelphi, Per Treccani stando a questi signori SONO Degli Emeriti Imbecilli che di scrittura non sanno nulla.
Vi Chiedo NUOVAMENTE PERDONO mi sono lasciata andare al polemismo e dilungata sulla questione ma l'ho fatto solo al fine di farvi comprendere quanta arroganza c'è in giro.
Come vi ho sempre scritto IO NON SONO UN GENIO NE UN PROFESSORE, SNO UN EMERITA INCOMPETENTE CHE CE LA METTE TUTTA AD INFORMARSI E CAPIRE NONOSTANTE TUTTE LE SUE PECCHE e se scopro qualcosa lo condivido con voi che mi leggete cone stremo piacere.
Da umile vi dico quindi SI CI SONO DELLE REGOLE, SI VANNO RISPETTATE MA SONO ANCHE DUTTILI E MALLEABILI ma CI SONO PUNTI IN CUI NON SI PUO TRAVIARE DALLA VIA.
Tutti possiamo sbagliare e non capire e PER QUESTO dobbiamo tenderci la mano con Umiltà e voglia di aiutarci.
Detto questo veniamo all'articolo del giorno che dedicherò alla vista.
Vedere significa scrivere con la mente, percepire quello che vedi significa poter creare.
Un concetto all'apparenza semplice ma in realtà molto Difficile da assimilare.
Mi sono accorta di vedere molte cose ma spesso e volentieri di non aver mente attenta per cogliere il momento o percepire nella sua interezza una situazione, questa è un attività inconscia dell'essere umano ma è anche qualcosa che offusca tante possibilità di scrivere.
Perchè succede? Di preciso non lo so; ma credo sia tutto imputabile ad un fattore di neuroni. Il nostro cervello è una macchina complessa quindi molte cose che vede non cattuano la sua attenzione e vengono dimenticate per comodità, per questo si ovvia alla questione prendendo appunti di scrittura.
In scrittura quello che però è più utile è la percezzione equilibrata della realtà che viviamo, cosa non semplice ma che sicuramente è in grado di fornirci la possibilità tramite la riflessione, di analizzare un determinato fatto e pensare alle sue varie sfumature.
Spesso non c'è bisogno di fenomeni ecclatanti basta poco per avere un imput creativo, tutto sta nel riuscire a percepirlo nella sua interezza come fatto reale.
Da che potete notare è tutto alquanto onirico nella questione; bisogna però riuscire a capire qual''è il limite effettivo che la nostra mente ha per ottenere qualcosa di sensato da scrivere.
Il mio limite ahimè lo percepisco piuttosto corto sia a causa di un mio limite diciamo in fatto di apprendimento che per vari fattori esterni, quando però scrivo cerco di pensare molto alle sfumature della realtà, ma visualizzare qualcosa che non esiste come reale è molto, ma molto difficoltoso (Ma anche meraviglioso!)
In questi momenti di " Visualizzazione" la realtà può esserci molto utile per capire a fondo un determinato contesto.
Per questo è importante Saper Vedere; Percepire e Capire e infine trarre ispirazione dal tutto.
Ogni cosa è collegata ad un altra sia nella realtà che nella scrittura , quindi la scrittura deve saper attingere da questo connubio di fattori : percezione, comprensione, vista per creare qualcosa di tangibile.
Io spesso e volentieri ci provo ma non so fino a che livello riesco nell'operazione.
Usate la vista e comprendete da voi ^^ è la maniera migliore di riuscire a percepire la portata dell'argomento.
Alla prossima e grazie a tutti quelli che leggono i miei piccoli articoli
Non gli ho mai corretti lo ammetto, Uno perchè li ho scoperti molto dopo l'invio del post e Due per un determinato motivo di fattore etico. Ovvero ANCHE CHI SCRIVE PUO SBAGLIARE! E che sia visibile pure quando capita.
Mi è capitato di leggere un catalogo Mondadori con scritto STAKANOVISTA Ci rendiamo conto?? E stata usata la k al posto della c ... Una cosa da brividi e poi una simile bruttura della lingua fatta da un editore affermato? Ancora peggio!
Quindi si ho sbagliato! Sono umana e come già detto SONO ARCISTUFA Della Presunzione Saccentonica che c'è in giro tra gli appassionati di Scrittura. Si scrive, Si sbaglia e si impara ogni giorno e non c'è BISOGNO di assalire gli altri solo perchè la storia che scrivono non è di tuo gusto narrativo.
Gli errori strutturali se ci sono in Narrativa si notano al volo e non sono imputabili ad uno stile narrativo.
Se ci sono si spiega, si corregge e si aiuta il prossimo a migliorare ma con gentilezza.
L'ortografia, la grammatica, la sintassi si imparano anche leggendo passo a passo, se non si capisce ci si informa e mi ripeto: Non c'è bisogno di prendere leggere un racconto ed esordire "ah è illeggibile, ah perchè non l'hai curato, il personaggio fa azione, il personaggio si muove, che schifo tutta sta manfirna sui pensieri del personaggio, mi cascano le braccia a leggere perchè parte bene e finisce male".
Non c'è bisogno di fare processi di stato per una stramaledetta H saltata come il patrono dell'arroganza o anche peggio, leggere una storia buona e insultarla a priori perchèpè A TE Piace la stronzatina di storia che non sa di nulla.
Scrivere è un continuo apprendere e confrontarsi con se stessi. Scrivere è umiltà non arroganza, commentare è un atto di aiuto, certo deve essere eloquente e severo ma non OFFEDERE con sprezzante e arrogante saccenza il prossimo come invece fanno quasi tutti gli appassionati di scrittura.
Non pensiate che esageri cari miei lettori, purtroppo mi è capitato più volte di fare domande anche serie sulla narrativa e sulle mie letture sull'argomento anche complesse per sentirmi derisa o sentirmi dire, ah quelle che hai letto sono stronzate dimenticatele e fa come diciamo noi.
Dei professori quindi, degli accademici che scrivono libri per Rizzoli, Adelphi, Per Treccani stando a questi signori SONO Degli Emeriti Imbecilli che di scrittura non sanno nulla.
Vi Chiedo NUOVAMENTE PERDONO mi sono lasciata andare al polemismo e dilungata sulla questione ma l'ho fatto solo al fine di farvi comprendere quanta arroganza c'è in giro.
Come vi ho sempre scritto IO NON SONO UN GENIO NE UN PROFESSORE, SNO UN EMERITA INCOMPETENTE CHE CE LA METTE TUTTA AD INFORMARSI E CAPIRE NONOSTANTE TUTTE LE SUE PECCHE e se scopro qualcosa lo condivido con voi che mi leggete cone stremo piacere.
Da umile vi dico quindi SI CI SONO DELLE REGOLE, SI VANNO RISPETTATE MA SONO ANCHE DUTTILI E MALLEABILI ma CI SONO PUNTI IN CUI NON SI PUO TRAVIARE DALLA VIA.
Tutti possiamo sbagliare e non capire e PER QUESTO dobbiamo tenderci la mano con Umiltà e voglia di aiutarci.
Detto questo veniamo all'articolo del giorno che dedicherò alla vista.
Vedere significa scrivere con la mente, percepire quello che vedi significa poter creare.
Un concetto all'apparenza semplice ma in realtà molto Difficile da assimilare.
Mi sono accorta di vedere molte cose ma spesso e volentieri di non aver mente attenta per cogliere il momento o percepire nella sua interezza una situazione, questa è un attività inconscia dell'essere umano ma è anche qualcosa che offusca tante possibilità di scrivere.
Perchè succede? Di preciso non lo so; ma credo sia tutto imputabile ad un fattore di neuroni. Il nostro cervello è una macchina complessa quindi molte cose che vede non cattuano la sua attenzione e vengono dimenticate per comodità, per questo si ovvia alla questione prendendo appunti di scrittura.
In scrittura quello che però è più utile è la percezzione equilibrata della realtà che viviamo, cosa non semplice ma che sicuramente è in grado di fornirci la possibilità tramite la riflessione, di analizzare un determinato fatto e pensare alle sue varie sfumature.
Spesso non c'è bisogno di fenomeni ecclatanti basta poco per avere un imput creativo, tutto sta nel riuscire a percepirlo nella sua interezza come fatto reale.
Da che potete notare è tutto alquanto onirico nella questione; bisogna però riuscire a capire qual''è il limite effettivo che la nostra mente ha per ottenere qualcosa di sensato da scrivere.
Il mio limite ahimè lo percepisco piuttosto corto sia a causa di un mio limite diciamo in fatto di apprendimento che per vari fattori esterni, quando però scrivo cerco di pensare molto alle sfumature della realtà, ma visualizzare qualcosa che non esiste come reale è molto, ma molto difficoltoso (Ma anche meraviglioso!)
In questi momenti di " Visualizzazione" la realtà può esserci molto utile per capire a fondo un determinato contesto.
Per questo è importante Saper Vedere; Percepire e Capire e infine trarre ispirazione dal tutto.
Ogni cosa è collegata ad un altra sia nella realtà che nella scrittura , quindi la scrittura deve saper attingere da questo connubio di fattori : percezione, comprensione, vista per creare qualcosa di tangibile.
Io spesso e volentieri ci provo ma non so fino a che livello riesco nell'operazione.
Usate la vista e comprendete da voi ^^ è la maniera migliore di riuscire a percepire la portata dell'argomento.
Alla prossima e grazie a tutti quelli che leggono i miei piccoli articoli
venerdì 11 marzo 2016
Nuovo anno, riflesioni sulla scrittura
Il detto dice: Anno Nuovo, Vita Nuova.
Un mero detto comune che personalmente non mi ha mai ispirato nulla; tutavia quest'anno mi ritrovo a dirmi: Anno nuovo, scrittura nuova.
Sto cambiando il mio modo di pensare e mi sto accorgendo di alcune mancanze nella mia figurazione dei personaggi.
Il mio stile narrativo mi piace e poco mi importa se la modina moderna vuole la narraxione veloce stile film, senza azioni, senza personalità nel personaggio.
Io punto a ritrovare la bellezza della scrittura definiamola "Imperfetta" e a volere che il lettore non si ritrovi fra le mani semplicemente "una storia" ma un universo alternativo fatto di pro, contro, bellezze e brutture.
Che quando legge si ritrovi a pensare, analizzare e porsi curiose domande.
Non facile intento il mio, soprattutto vedendo l'arroganza che si è maturata tra chi scrive..
Non mi riferisco a scrittori professionisti che bene o male hanno le loro ragioni di dire questo o quello; quanto agli appassionati tali che si impongono con i loro giudizi sbandierando che gli altri fanno merda gratuita.
Non l'ho mai tollerato questo, sia perchè sno un idealista cosa che molti in scrittura ritengono sbagliata e che bisogna pensare solo al mero guadagno in quattrini, alla moda che fa tanto fashon per convincere il lettore a comprare il libro, al fatto che bisogna fare faccia lecchina solo per avere il librino pubblicato.
Tutto questo ripeto a me non interessa perchè quel che io punto è allo spirito del libro, al sogno e alla verità nascosta nei sogni.
Il denaro, il successo per me sono gli ultimi e più inutili gradini del settore. Certo vedere la propria faccia sulla copertina di un libro è un idea esaltante ma che significato ha se poi ti limiti a scrivere la patetica imitazione di twilight?
Cosa hai ottentuto dal libro? Cosa ottiene il lettore da quel libro?
Certo in pratica tu scrittore hai ottenuto fama e denaro, il lettore il suo misero momento con una storia che non ha niente, di niente da esperimere a parte l'azione, il grande e classicissimo amore impossibile.
No! Mi sono detta la mia maturazione in fatto di scrittura non può limitarsi a questo, soprattutto vedendo l'espressività della narrazione classica con la sua intensità di momenti e situazioni anche spigolose anche alcune volte totalmente illogiche.
In pratica io voglio qualcosa che il lettore possa considerare tangibile nella sua completezza.
Ritrovarmi a riflettere su quanto poco in senso generale pensi al personaggio in se confesso che mi lascia una grande amarezza.
Mi sono accorta di questa cosa scrivendo un racconto " a cazzo" in pratica senza progettare nulla, e andando ad ispirazione del momento.
La scrittura è orrenda lasciatemelo dire, tuttavia la storia ha un potenziale immenso. Mi sono ritrovata a scontrarmi con i personaggi e a domandarmi "spetta , ma qui è meglio pensare al contesto generale della storia o sfondare il muro e fare in modo che il personaggio dica :ehi stupida autrice guarda che io voglio fare quel che pare a me e comportarmi come pare a me!"
In pratica letterale mi sono ritrovata a scoprire proprio il primo precetto di scrittura che ho imparato ovvero: Non sei tu a scrivere è il personaggio che vive la sua vita!
Ma mi sono scontrata anche con un altro importante precetto di scrittura : Ricordati il ruolo del personaggio nel racconto.
Da qui è nata la mia grande riflessione, da qui anche il riaccorgemi di quanta arroganza ingiustificata ci sia in chi discute e commenta un testo scritto.
Spesso mi sento dire: ah ma la sintassi dei testi è importante, ah perchè la grammatica , ah perchè la forma del testo, ah perchè non si può descrivere annoia, ah perchè non si può innoltrarsi nella psiche del personaggio è brutto, ah perchè il personaggio non può compiere un azione come prendere in mano un bicchiere è bruttura.
CIoè ma ci si rende conto di quanto impoveriscono la scrittura tutti sti commenti?
non nego che le regole siano importanti, ma la sistassi di un testo sarà difficilissimo farla perfetta perchè il comprendere lo stesso significato di sintassi è difficile e chi scrive spesso non è un fisico nucleare della scrittura.
Ad esempio voi lo sapevate che la sintassi suddivide una frase facendo una spiegazione lunghissima solo per dire un cocnetto spicciolissimo?
Per capirlo leggendo 2 misere pagine di libro di sintassi mi ci sono voluti 2 libri di gramamtica e 2 vocabolari.
Vi sembra ridicolo?
Ora vi spiego un pochino come funziona la sintassi
Se io scrivo: Michele incontra lucia, alle 17:00 e vanno a mangiare una pizza con luca alle 20:00
Michele è il soggetto
fa l'azione di incontrare lucia in un determianto lasso di tempo (le ore 17:00)
vanno a mangiare la pizza è un altra azione
L'incontro con luca è un altra azione ad un altro orario di tempo determianto (le ore 20:00)
Questo comporta anche che esiste un lasso di tempo non indefinito (che va dalle ore 17:00 alle ore 20:00)
Fino a qui il significato della frase è chiaro
ma c'è anche il fattore tempo come dicevamo.
Se io però scrivessi: la frase nella seguente maniera: Michele incontra lucia e con luca vanno a mangiare una pizza
Come potete notare la frase è più abbreviata, ha meno impatto e sembra più velcoe.
Ma perchè?
Perchè non c'è il fattore azione e il fattore tempo coem invece nelal prima frase.
In pratica la sintassi ti dice: guarda che se aggiungi dati elementi la frase risulta più lunga e da più la sensazione dello scorrere del tempo, da più senso di distanza, mentre se non gli aggiungi risulta più sbrigativa e apesso meno tediosa e più chiara.
Insomma se leggevo un libro di fisica nucleare ( Cosa che ho fatto leggendomi un libro di fisica quantistica materia strettamente legata al nucleare) le spiegazionie rano molto più semplicistiche e chiare.
Chi scrive non è n fisico nucleare della scrittura lo ripeto.
Non dico che comporre bene una frase,evitando ovvietà e composizioni agramamticali sia sbagliato, questi sono gli elementi base per scirvere ma la scrittura necessita di azioni, necessita di descrizioni, necessita di Tempo per narrare e per far Vivere pienamente il personaggio e farlo crescere.
Per la scrittura dei modernisti tutte queste sono... E scusatemi il termine.. DELLE PATACCATE..
Ebbene signori lettori non lo sono affatto, sono IL LIBRO quelle pataccate SONO L'ESPRESSIONE DEL TESTO.
E non mi si venga a dire la solita PATETICA Frasetta AH MA SE DEVO LEGGERMI UN LIBRO PALLOSO PIENO DI DESCRIZIONI MI VEDO UN FILM.
Perchè è un discorso del cazzo che indica che semplicemente Non Amate i Libri e Non amate la lettura.
Ma sorpattutto per voi la scrittura è Una mera cretinata che significa buttar due ovvie parole su sun foglio come se fosse merda e unicamente per far scenetta e far soldi.
Tutto questo ripeto francamente mi ha schifato e mi sono ritrovata a cercare di più e a cercare uno spirito della scrittura che ormai è andato perduto.
Le regole sono importanti certo ma sono anche marginali. Un errore grammaticale si corregge, se non hai una scritura agrammaticale ma comprensibile ed eficace, le piccole pecche si possono risolvere ma se non sai scrivere una storia con una struttura efficente, con una ricchezza interiore Allora semplicemente Non Vali Niente e quel che Scrivi Non vale un accidente.
Io sono arrivata a capire questo concetto e tutt'ora a rifletto su quanto il meccanismo narrativo possa dare e su quanto il personaggio in se possa essere vivo, anche se per il lettore fa cose incomprensibili o illogiche.
L'essere umano è illogico di suo ma nella realtà non ce ne accorgiamo, nello scritto si, è tutta qui la differenza.
In questo anno sto riscoprendo tutto questo e per me è una vera ventata di vita nel buio che è la mia realtà.
Invito tutti a riflettere su questo argomento, e io mi ritiro con il mio umile quesito.
Cosa è davvero una storia? Cosa può e sa dare ad un potenziale lettore?
Un mero detto comune che personalmente non mi ha mai ispirato nulla; tutavia quest'anno mi ritrovo a dirmi: Anno nuovo, scrittura nuova.
Sto cambiando il mio modo di pensare e mi sto accorgendo di alcune mancanze nella mia figurazione dei personaggi.
Il mio stile narrativo mi piace e poco mi importa se la modina moderna vuole la narraxione veloce stile film, senza azioni, senza personalità nel personaggio.
Io punto a ritrovare la bellezza della scrittura definiamola "Imperfetta" e a volere che il lettore non si ritrovi fra le mani semplicemente "una storia" ma un universo alternativo fatto di pro, contro, bellezze e brutture.
Che quando legge si ritrovi a pensare, analizzare e porsi curiose domande.
Non facile intento il mio, soprattutto vedendo l'arroganza che si è maturata tra chi scrive..
Non mi riferisco a scrittori professionisti che bene o male hanno le loro ragioni di dire questo o quello; quanto agli appassionati tali che si impongono con i loro giudizi sbandierando che gli altri fanno merda gratuita.
Non l'ho mai tollerato questo, sia perchè sno un idealista cosa che molti in scrittura ritengono sbagliata e che bisogna pensare solo al mero guadagno in quattrini, alla moda che fa tanto fashon per convincere il lettore a comprare il libro, al fatto che bisogna fare faccia lecchina solo per avere il librino pubblicato.
Tutto questo ripeto a me non interessa perchè quel che io punto è allo spirito del libro, al sogno e alla verità nascosta nei sogni.
Il denaro, il successo per me sono gli ultimi e più inutili gradini del settore. Certo vedere la propria faccia sulla copertina di un libro è un idea esaltante ma che significato ha se poi ti limiti a scrivere la patetica imitazione di twilight?
Cosa hai ottentuto dal libro? Cosa ottiene il lettore da quel libro?
Certo in pratica tu scrittore hai ottenuto fama e denaro, il lettore il suo misero momento con una storia che non ha niente, di niente da esperimere a parte l'azione, il grande e classicissimo amore impossibile.
No! Mi sono detta la mia maturazione in fatto di scrittura non può limitarsi a questo, soprattutto vedendo l'espressività della narrazione classica con la sua intensità di momenti e situazioni anche spigolose anche alcune volte totalmente illogiche.
In pratica io voglio qualcosa che il lettore possa considerare tangibile nella sua completezza.
Ritrovarmi a riflettere su quanto poco in senso generale pensi al personaggio in se confesso che mi lascia una grande amarezza.
Mi sono accorta di questa cosa scrivendo un racconto " a cazzo" in pratica senza progettare nulla, e andando ad ispirazione del momento.
La scrittura è orrenda lasciatemelo dire, tuttavia la storia ha un potenziale immenso. Mi sono ritrovata a scontrarmi con i personaggi e a domandarmi "spetta , ma qui è meglio pensare al contesto generale della storia o sfondare il muro e fare in modo che il personaggio dica :ehi stupida autrice guarda che io voglio fare quel che pare a me e comportarmi come pare a me!"
In pratica letterale mi sono ritrovata a scoprire proprio il primo precetto di scrittura che ho imparato ovvero: Non sei tu a scrivere è il personaggio che vive la sua vita!
Ma mi sono scontrata anche con un altro importante precetto di scrittura : Ricordati il ruolo del personaggio nel racconto.
Da qui è nata la mia grande riflessione, da qui anche il riaccorgemi di quanta arroganza ingiustificata ci sia in chi discute e commenta un testo scritto.
Spesso mi sento dire: ah ma la sintassi dei testi è importante, ah perchè la grammatica , ah perchè la forma del testo, ah perchè non si può descrivere annoia, ah perchè non si può innoltrarsi nella psiche del personaggio è brutto, ah perchè il personaggio non può compiere un azione come prendere in mano un bicchiere è bruttura.
CIoè ma ci si rende conto di quanto impoveriscono la scrittura tutti sti commenti?
non nego che le regole siano importanti, ma la sistassi di un testo sarà difficilissimo farla perfetta perchè il comprendere lo stesso significato di sintassi è difficile e chi scrive spesso non è un fisico nucleare della scrittura.
Ad esempio voi lo sapevate che la sintassi suddivide una frase facendo una spiegazione lunghissima solo per dire un cocnetto spicciolissimo?
Per capirlo leggendo 2 misere pagine di libro di sintassi mi ci sono voluti 2 libri di gramamtica e 2 vocabolari.
Vi sembra ridicolo?
Ora vi spiego un pochino come funziona la sintassi
Se io scrivo: Michele incontra lucia, alle 17:00 e vanno a mangiare una pizza con luca alle 20:00
Michele è il soggetto
fa l'azione di incontrare lucia in un determianto lasso di tempo (le ore 17:00)
vanno a mangiare la pizza è un altra azione
L'incontro con luca è un altra azione ad un altro orario di tempo determianto (le ore 20:00)
Questo comporta anche che esiste un lasso di tempo non indefinito (che va dalle ore 17:00 alle ore 20:00)
Fino a qui il significato della frase è chiaro
ma c'è anche il fattore tempo come dicevamo.
Se io però scrivessi: la frase nella seguente maniera: Michele incontra lucia e con luca vanno a mangiare una pizza
Come potete notare la frase è più abbreviata, ha meno impatto e sembra più velcoe.
Ma perchè?
Perchè non c'è il fattore azione e il fattore tempo coem invece nelal prima frase.
In pratica la sintassi ti dice: guarda che se aggiungi dati elementi la frase risulta più lunga e da più la sensazione dello scorrere del tempo, da più senso di distanza, mentre se non gli aggiungi risulta più sbrigativa e apesso meno tediosa e più chiara.
Insomma se leggevo un libro di fisica nucleare ( Cosa che ho fatto leggendomi un libro di fisica quantistica materia strettamente legata al nucleare) le spiegazionie rano molto più semplicistiche e chiare.
Chi scrive non è n fisico nucleare della scrittura lo ripeto.
Non dico che comporre bene una frase,evitando ovvietà e composizioni agramamticali sia sbagliato, questi sono gli elementi base per scirvere ma la scrittura necessita di azioni, necessita di descrizioni, necessita di Tempo per narrare e per far Vivere pienamente il personaggio e farlo crescere.
Per la scrittura dei modernisti tutte queste sono... E scusatemi il termine.. DELLE PATACCATE..
Ebbene signori lettori non lo sono affatto, sono IL LIBRO quelle pataccate SONO L'ESPRESSIONE DEL TESTO.
E non mi si venga a dire la solita PATETICA Frasetta AH MA SE DEVO LEGGERMI UN LIBRO PALLOSO PIENO DI DESCRIZIONI MI VEDO UN FILM.
Perchè è un discorso del cazzo che indica che semplicemente Non Amate i Libri e Non amate la lettura.
Ma sorpattutto per voi la scrittura è Una mera cretinata che significa buttar due ovvie parole su sun foglio come se fosse merda e unicamente per far scenetta e far soldi.
Tutto questo ripeto francamente mi ha schifato e mi sono ritrovata a cercare di più e a cercare uno spirito della scrittura che ormai è andato perduto.
Le regole sono importanti certo ma sono anche marginali. Un errore grammaticale si corregge, se non hai una scritura agrammaticale ma comprensibile ed eficace, le piccole pecche si possono risolvere ma se non sai scrivere una storia con una struttura efficente, con una ricchezza interiore Allora semplicemente Non Vali Niente e quel che Scrivi Non vale un accidente.
Io sono arrivata a capire questo concetto e tutt'ora a rifletto su quanto il meccanismo narrativo possa dare e su quanto il personaggio in se possa essere vivo, anche se per il lettore fa cose incomprensibili o illogiche.
L'essere umano è illogico di suo ma nella realtà non ce ne accorgiamo, nello scritto si, è tutta qui la differenza.
In questo anno sto riscoprendo tutto questo e per me è una vera ventata di vita nel buio che è la mia realtà.
Invito tutti a riflettere su questo argomento, e io mi ritiro con il mio umile quesito.
Cosa è davvero una storia? Cosa può e sa dare ad un potenziale lettore?
mercoledì 23 dicembre 2015
Ntaale in arrivo
Sera a tutti e Auguri di Buon Ntale!
La mia ispirazione ancora non si fa scovare e quindi al momento non ho idee per un racconto natalizio XD
Per il momento scrivo parole chiave e ci penso ma non credo riuscirò a trovarla così l'ispirazione
Per oggi chiudo con queste due righe!
Auguriiii!!!
La mia ispirazione ancora non si fa scovare e quindi al momento non ho idee per un racconto natalizio XD
Per il momento scrivo parole chiave e ci penso ma non credo riuscirò a trovarla così l'ispirazione
Per oggi chiudo con queste due righe!
Auguriiii!!!
mercoledì 18 novembre 2015
Vuoto
Vi chiederete la motivazione di questo strano titolo.
Ebbene ultimamente in mente ho solo il vuoto. Niente idee, niente sogni, niente illusioni.. Niente di Niente!
Mi sono piombate rogne su rogne e diciamocelo ho un bel vuoto narrativo, di cuore e spirito.
Ho letto diversi libri e manga in compenso ma non sono riusciti a farmi tornare l'ispirazione.
Il bello è che questo bel crash è arrivato proprio quando cominciavo ad avere un buon ritmo nel far tutto!
Giusto per portar scompiglio!
Questo "Bel " Periodino tutto " Rose e Fiori" Mi ha portato anche a pormi domande
Perchè amo la lettura?
Perchè mi piace scrivere e disegnare?
Cosa amo nella creatività?
Per il momento l'unica cosa che posso dire con certezza è che della creatività amo tutto. Prima di tutto il sogno e che i libri sono un viaggio, un mondo magico e stupendo.
Amo scrivere perchè amo i viaggi in questi nomdi alternativi.
Io faccio del mio meglio quando scrivo e rifletto molto, purtroppo non incontro ami persone in grado di apprezzare; ma non demordo e anche ora nel buio periodo in cui mi trovo a vivere a causa di diverse piccoel beghe cerco di portare in superfice il mio lato creativo ma è difficile.
C'è una cosa tuttavia che ultimamente mi è salita agli occhi ovvero il ntoare che nessuno riesce a capire la bellezza delal scrittura classica e del fantasy degli anni passati (mi riferisco a romazi stile brooks, eddings, tolkien e tanti altri).
Quella è vera scrittura non la modernista tutta copia e fai striminzito senza descrivere, senza far vivere i personaggi.
Francamente lo trovo vergognoso perchè si dimentica che il personaggio non è una marionetta; è vivo e vive la sua vita, quella nel mondo che gli autori creano.
Chiudo il post così a voi lascio la riflessione
Ebbene ultimamente in mente ho solo il vuoto. Niente idee, niente sogni, niente illusioni.. Niente di Niente!
Mi sono piombate rogne su rogne e diciamocelo ho un bel vuoto narrativo, di cuore e spirito.
Ho letto diversi libri e manga in compenso ma non sono riusciti a farmi tornare l'ispirazione.
Il bello è che questo bel crash è arrivato proprio quando cominciavo ad avere un buon ritmo nel far tutto!
Giusto per portar scompiglio!
Questo "Bel " Periodino tutto " Rose e Fiori" Mi ha portato anche a pormi domande
Perchè amo la lettura?
Perchè mi piace scrivere e disegnare?
Cosa amo nella creatività?
Per il momento l'unica cosa che posso dire con certezza è che della creatività amo tutto. Prima di tutto il sogno e che i libri sono un viaggio, un mondo magico e stupendo.
Amo scrivere perchè amo i viaggi in questi nomdi alternativi.
Io faccio del mio meglio quando scrivo e rifletto molto, purtroppo non incontro ami persone in grado di apprezzare; ma non demordo e anche ora nel buio periodo in cui mi trovo a vivere a causa di diverse piccoel beghe cerco di portare in superfice il mio lato creativo ma è difficile.
C'è una cosa tuttavia che ultimamente mi è salita agli occhi ovvero il ntoare che nessuno riesce a capire la bellezza delal scrittura classica e del fantasy degli anni passati (mi riferisco a romazi stile brooks, eddings, tolkien e tanti altri).
Quella è vera scrittura non la modernista tutta copia e fai striminzito senza descrivere, senza far vivere i personaggi.
Francamente lo trovo vergognoso perchè si dimentica che il personaggio non è una marionetta; è vivo e vive la sua vita, quella nel mondo che gli autori creano.
Chiudo il post così a voi lascio la riflessione
sabato 25 aprile 2015
Scrittori I Dispensatori di Sogni.
Rieccoci qui
dopo tanto.
Vi siete mai
chiesti quale sia il vero mestiere dello scrittore?
Io si. E mi
sono trovata a rendermi conto che lo scrittore fa molto di più dello scrivere
una storia. Sembra una sviolinata
romantica quella che sto per dire ma se ci pensiamo è anche una realtà
tangibile.
Lo scrittore
è uno Dispensatore di Sogni.
Quello che
fa è regalare “un viaggio in una realtà alternativa” al proprio lettore.
Quando ci
sono arrivata ho provato un vero senso di meraviglia e mi sono resa ancora più
conto di quanto sia importante la scrittura e di quanto siano unici i momenti
che offre al lettore.
Purtroppo
moltissime persone non riescono a percepire la meraviglia in tutto questo e
proprio di recente ne ho avuta una tristissima conferma, che purtroppo mi ha
decisamente amareggiata.
Ma sono
certa che chi mi legge in queste pagine riesce a capire profondamente la
bellezza di un romanzo o di un semplice racconto che va oltre la rilegatura e
la storia nel suo complesso.
Perché riporto
il termine “storia nel suo complesso” perché quando leggiamo soprattutto se si
tratta di romanzi Fantasy non è solo il complesso dell’avventura dell’eroe o il
suo dramma che vediamo ma le tante piccole sfumature di un mondo e di quello
che i personaggi che ci vivono percepiscono e vedono; in pratica è un vero e
proprio viaggio in luoghi a noi sconosciuti o anche che conosciamo ma visti con
occhi differenti dai nostri e che percepiscono le stesse cose che noi vediamo in maniera
differente.
Lo stesso
fatto di riportarvi queste parole per me è una meraviglia non per il fatto “che
dico le conclusioni a cui sono arrivata” Ma per il semplice motivo che grazie a
queste poche parole anche voi la
prossima volta che leggerete un libro vi soffermerete a notarle coi vostri
occhi le sfumature di quell’avventura.
Più mi
addentro nel mondo della scrittura più meraviglie riesco a percepirne, amo
profondamente questa materia nonostante le difficoltà e il fatto che a scrivere
riesca a dedicare un tempo contato sulle punta delle dita.
La grammatica
e la forma del testo sono sempre estremamente difficoltose per me che ho diverse lacune in materia ma il meccanismo
narrativo è una scoperta assoluta, a volte è semplice, altre è contorto altre
ancora assolutamente paradossale; mi affascina in ogni sua forma ed è grazie a
questo meccanismo che il sogno e il viaggio riportato nel romanzo prende vita.
L’autore è
la mano oscura che lo permette e che permette al lettore di poterne godere e
vivere momenti meravigliosi in compagnia delle pagine che scorrono.
Quindi direi
che Dispensatore di Sogni sia un termine più che adatto allo scrittore. Voi che
ne pensate?
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