Attualmente sto leggendo questo vecchisimo romanzo di Tolstoi o meglio Lev Tolstoj.
Sono a circa il decimo capitolo. La storia parla della vita di un uomo nelle terre selvagge del Caucaso. Del suo amore per una donna e della sua rivalità con un'altro uomo innamorato della stessa donna.
Già da queste poche parole appare chiara la complessità tramica del racconto in questione ma quello che davvero sorprende quando ci si addentra nelle sue pagine, sono le descrizioni.
Lev Tolstoj ha saputo rendere la magia dei luoghi in tuttala loro selvaggia bellezza, conferendo ad ogni caratteristica la sua giusta connotazione.
Leggendo alcune scene pare di essere lì con il personaggio ad ammirare panorami e a subire il fascino dei luoghi.
Un classico a cui vale sicuramente la pena di avvicinarsi e aggiungo, utile anche a capire come la descrizione riesce a dare ad un racconto quella particolare nota caratteristica che lo rende vivo e palpabile al tatto.
Nel caso di questo libro è di sicura nota, il fatto che l'autore da una decisa descrizione che riesce a far intuire pure gli odori delle cose.
Vi rendete conto dell'arte sopraffine che Toltoj ha posseduto per riuscire a descrivere con dovuta perizia l'odore di qualcosa? (in questo caso un animale morto)
Io sono rimasta stregata da questa particolarità del descrivere gli odori. Penso sia difficilissimo saper rendere un odore per quel che effettivamente è eppure l'autore con poche semplici parole è riuscito a pieno a rendere l'immagine del momento, l'autentico saper cogliere l'attimo.
Ripensandoci le sue descrizioni mi paiono istantanee da luoghi del passato, tanto sono vivide.
Vedere e immaginare è quello che Tolstoj è riucito a fare nel suo scritto e noi lettori possiamo godere del piacere di tutto questo.
Vorrei dire di più ma ancora ho letto ben poco di questo affascinante romanzo, mi sta aiutando a capire quanto sia importante avere un mondo ben contruito per il personaggo, quanto un ambiente sia più di un mero ornamento delle avventure del nostro protagonista o dei suoi compari,quanto sia una parte del tutto che da ai protagonisti un approdo sicuro e stabile in cui vivere le proprie avventure.
Oggi chiudo con queste poche parole ripromettendomi di postarvi altro entro breve. Scusate la cortezza del post ma mi sembra assurdo disquisire sulla perfezione e l'armonia delle descrizioni del libro I Cosacchi. Solo leggendolo se ne può apprezzare appieno la naturalezza delle ambientazioni e degli eventi.
martedì 26 luglio 2011
venerdì 24 giugno 2011
Libri - Leggere = Un infinito arcobaleno di possibiltà
Vi aspetterete ora la solita propaganda del : Leggere i libri è una cosa meravigliosa....ecc. ecc.
Beh vi sbagliate! Personalmente amo leggere ma, in questo preciso post voglio fare un analisi logica e spero, pertinente del milione di cose che la narrativa ci fa inconsciamente notare.
Partiamo dal Principio...
LEGGERE è un impegno; ma anche un piacere e questo per 3 motii basilari:
1) Permette di svagare la mente dai problemi attuali che la vita ci impone
2) Riesce a fornirci un apertura mentale
3) Sebbene impegni la vista, riesce a farci sia sognare, che imparare.
Ma analizziaoli uno per uno questi punti.
Il primo dice:
Permette di svagare la mente dai problemi attuali che la vita ci impone.
Che vuol dire?
Già la frase da un chiaro indirizzo del suo significato. Leggere è innanzitutto un attività ma, a differenza del lavoro, delle faccende domestiche, dell'uscita con l'amica o l'amico, dell'attività tal dei tali, dello sport; introduce la mente in un universo alternativo.
In pratica chi legge, per un certo momento dimentica la provia vita e si gode quel po' di divagamento che altrimenti la realtà non offrirebbe.
In prims si legge per questo, ma c'è di più. Quel divagarsi, ossia immaginare le avventure vissute dal "personaggio" concede anche di notare alcune bizzarie della nostra realtà. Mai soffermati magari ad osservare un tizio strano per strada e a guardarlo con racapriccio dicendosi: " Mamma è messo male quello."
Beh per un autore di romanzi, il tizio strano "è un potenziale personaggio", anzi quasi sicuramente se lo vedesse con voi lo trasformerebbe in un mago se fosse un romanzo fantasy, in un satanista o alcolizzato o criminale; se fosse un romanzo di altro genere.
Questa è una delle tante peculiriatà della lettura spesso non notata. Ora per lo scrittore o novello tale, è un processo automatico, per un lettore invece no. Il lettore legge una storia, e in automatico il cervello dice come giusto: E irreale. Quindi un potenziale lettore non presta attenzione più di tanto al dettaglio.
Farlo invece deve essere un OBBLIGO perchè ogni cosa in un buon testo, anche se a prima vista non fila ha un suo scopo specifico e un suo significato.
Ora so bene che molti scrittori al giorno d'oggi scrivono alla BUTTA SU ovvero, prendono il foglio di word o di carta, buttano giù il loro testo e via alla pupplicazione senza manco rivederlo.....
Ebbene in quel caso troverete molte ma, molte cose che non tornano. Bisogna saper distinguere il testo fatto bene da quello fatto male.
Alcuni autori noti ad esempio, sono degli autentici Incompetenti in fatto di narrativa eppure non si sa perchè hanno successo....Questo purtroppo è imputanto dalla mal educaione alla narrativa.
Bisogna saper distinguere, e il piacere di trovare una cosa bizzarra poi riscontrabile nel reale fornisce un grande piacere alla mente ma anche all'animo del lettore.
Una buona educazione narrativa permette di godere a pieno dei processi sopra elencati.
Veniamo ora al punto due.
Riesce a fornirci un apertura mentale
Che vuol dire?
Si interseca con quanto detto qui sopra, riuscire a vedere nella realtà elementi notabili anche nella fantasia.
Qui alcuni scoppieranno col solito commentino acido del tipo " Hai fato la scoperta dell'acqua calda." Ma quanti di questi si soffermano mai ad osservarsi intorno e porsi domande?
Beh sicuramente quasi nessuno. La lettura è un vero potenziale per la mente appunto perchè ogni cosa che ci colpisce può tramutarsi in creatività.
Vi siete mai resi conto del potenziale di questa prospettiva?
Mi piace essere così dura; ma quasi CERTAMENTE nessuno la caga nemmeno una tale prospettiva.
La gente è troppo presa dale sue assurdità per perdere tempo a guardarsi attorno, l'ho notato durante i miei giri in bicicletta e a piedi; le persone camminano, discutono, vanno nel solito negozietto a vedere l'idiotissima borsetta o gravatta o quel che sia, poi, passano per strada e si trovano davanti un albero in fiore o un palazzo antico pieno di merli, fregi e affreschi e manco le guardano ste cose.
In pratica le persone si rifiutano per ipocrisia e presunzione di guardare il mondo che le circonda; e UNA REALTA poco da dire e poco da fare; ma la narrativa, ha la peculiarità di acuire la mente verso queste cose, basta solo riuscire a farci caso.
Sebbene impegni la vista, riesce sia a farci sognare, che imparare.
Questo che vuol dire?
Ora, nessuno di chi legge è uno stupido; ma nessuno nota che anche leggendo la vita di Giuglio Cesare attiva l'immaginazione.
E complicato, sono la prima a dirlo; però con un po' di buona volontà ci si riesce.
Immaginare è un piacere, imparare è sia una noia che un piacere. Allora Gesù Benedetto perchè non connubiare le due cose?
Immaginare e impara.
Se si legge Fantasy, si immagina e al contempo si notano le irrealtà della vita.
Se si legge un libro di studio in primis si imapra ma al contempo si ha l'opportunità di immaginare. Ad esempio mentre uno si legge un noiosissimo articolo sull'orecchio umano può immaginarsi qualche assurdità del tipo, l'orecchio mette lo stereo o il timpano si mette a discutere con una zanzara..
Cavolate insomma, oppure cose più serie tipo: cosa succederebbe se non si sentisse, come sarebbe il mondo per noi in quella spiacevole situazione.
Ecco, come potete notare da voi, anche questa è immaginazione e divagazione, e anche divertimento, perchè da sempre, immaginare è divertente.
Ora a conti fatti dopo questa analisi, possiamo dedurre che la lettura offre innumerevoli opportunità, nonostante il fatto che impegni la vista.
Il vero problema è saperle cogliere, saper individuare l'oportunità del bello in ogni occasione di lettura.
Le sfumature che in un dato ambito di lettura si riesce ad ottenere sono davvero infinite, come dicevo agli inzi di questo lungo articolo; serve un po' di occhio e propensione a immedesimarsi in quel che si legge, pur rimanendo coscienti del mondo in cui si vive.
Il bello del leggere e le proprietà del leggere riescono davvero a mettere colori al mondo e non è un lavoro complesso, basta solo un minimo di buona volontà e interesse verso quel che si legge.
E' una questione di poco, quel che è certo è che la parola scritta ha un peso infinito sulle nostre vite, sia che ne siamo coscienti sia no.
Avere ben a mente questi concetti sopra elencati cambia anche la nostra ottica di pensiero in un certo qual senso.
A voi il ragionare e affinare di più il discorso ora, io vi lascio così. Augurandomi di avervi proposto un buon articolo di discreto interesse e di aver spiegato bene i concetti sopra riportati.
Come già detto non è una propaganda alla lettura ma un analisi delle potenzialità della lettura.
Beh vi sbagliate! Personalmente amo leggere ma, in questo preciso post voglio fare un analisi logica e spero, pertinente del milione di cose che la narrativa ci fa inconsciamente notare.
Partiamo dal Principio...
LEGGERE è un impegno; ma anche un piacere e questo per 3 motii basilari:
1) Permette di svagare la mente dai problemi attuali che la vita ci impone
2) Riesce a fornirci un apertura mentale
3) Sebbene impegni la vista, riesce a farci sia sognare, che imparare.
Ma analizziaoli uno per uno questi punti.
Il primo dice:
Permette di svagare la mente dai problemi attuali che la vita ci impone.
Che vuol dire?
Già la frase da un chiaro indirizzo del suo significato. Leggere è innanzitutto un attività ma, a differenza del lavoro, delle faccende domestiche, dell'uscita con l'amica o l'amico, dell'attività tal dei tali, dello sport; introduce la mente in un universo alternativo.
In pratica chi legge, per un certo momento dimentica la provia vita e si gode quel po' di divagamento che altrimenti la realtà non offrirebbe.
In prims si legge per questo, ma c'è di più. Quel divagarsi, ossia immaginare le avventure vissute dal "personaggio" concede anche di notare alcune bizzarie della nostra realtà. Mai soffermati magari ad osservare un tizio strano per strada e a guardarlo con racapriccio dicendosi: " Mamma è messo male quello."
Beh per un autore di romanzi, il tizio strano "è un potenziale personaggio", anzi quasi sicuramente se lo vedesse con voi lo trasformerebbe in un mago se fosse un romanzo fantasy, in un satanista o alcolizzato o criminale; se fosse un romanzo di altro genere.
Questa è una delle tante peculiriatà della lettura spesso non notata. Ora per lo scrittore o novello tale, è un processo automatico, per un lettore invece no. Il lettore legge una storia, e in automatico il cervello dice come giusto: E irreale. Quindi un potenziale lettore non presta attenzione più di tanto al dettaglio.
Farlo invece deve essere un OBBLIGO perchè ogni cosa in un buon testo, anche se a prima vista non fila ha un suo scopo specifico e un suo significato.
Ora so bene che molti scrittori al giorno d'oggi scrivono alla BUTTA SU ovvero, prendono il foglio di word o di carta, buttano giù il loro testo e via alla pupplicazione senza manco rivederlo.....
Ebbene in quel caso troverete molte ma, molte cose che non tornano. Bisogna saper distinguere il testo fatto bene da quello fatto male.
Alcuni autori noti ad esempio, sono degli autentici Incompetenti in fatto di narrativa eppure non si sa perchè hanno successo....Questo purtroppo è imputanto dalla mal educaione alla narrativa.
Bisogna saper distinguere, e il piacere di trovare una cosa bizzarra poi riscontrabile nel reale fornisce un grande piacere alla mente ma anche all'animo del lettore.
Una buona educazione narrativa permette di godere a pieno dei processi sopra elencati.
Veniamo ora al punto due.
Riesce a fornirci un apertura mentale
Che vuol dire?
Si interseca con quanto detto qui sopra, riuscire a vedere nella realtà elementi notabili anche nella fantasia.
Qui alcuni scoppieranno col solito commentino acido del tipo " Hai fato la scoperta dell'acqua calda." Ma quanti di questi si soffermano mai ad osservarsi intorno e porsi domande?
Beh sicuramente quasi nessuno. La lettura è un vero potenziale per la mente appunto perchè ogni cosa che ci colpisce può tramutarsi in creatività.
Vi siete mai resi conto del potenziale di questa prospettiva?
Mi piace essere così dura; ma quasi CERTAMENTE nessuno la caga nemmeno una tale prospettiva.
La gente è troppo presa dale sue assurdità per perdere tempo a guardarsi attorno, l'ho notato durante i miei giri in bicicletta e a piedi; le persone camminano, discutono, vanno nel solito negozietto a vedere l'idiotissima borsetta o gravatta o quel che sia, poi, passano per strada e si trovano davanti un albero in fiore o un palazzo antico pieno di merli, fregi e affreschi e manco le guardano ste cose.
In pratica le persone si rifiutano per ipocrisia e presunzione di guardare il mondo che le circonda; e UNA REALTA poco da dire e poco da fare; ma la narrativa, ha la peculiarità di acuire la mente verso queste cose, basta solo riuscire a farci caso.
Sebbene impegni la vista, riesce sia a farci sognare, che imparare.
Questo che vuol dire?
Ora, nessuno di chi legge è uno stupido; ma nessuno nota che anche leggendo la vita di Giuglio Cesare attiva l'immaginazione.
E complicato, sono la prima a dirlo; però con un po' di buona volontà ci si riesce.
Immaginare è un piacere, imparare è sia una noia che un piacere. Allora Gesù Benedetto perchè non connubiare le due cose?
Immaginare e impara.
Se si legge Fantasy, si immagina e al contempo si notano le irrealtà della vita.
Se si legge un libro di studio in primis si imapra ma al contempo si ha l'opportunità di immaginare. Ad esempio mentre uno si legge un noiosissimo articolo sull'orecchio umano può immaginarsi qualche assurdità del tipo, l'orecchio mette lo stereo o il timpano si mette a discutere con una zanzara..
Cavolate insomma, oppure cose più serie tipo: cosa succederebbe se non si sentisse, come sarebbe il mondo per noi in quella spiacevole situazione.
Ecco, come potete notare da voi, anche questa è immaginazione e divagazione, e anche divertimento, perchè da sempre, immaginare è divertente.
Ora a conti fatti dopo questa analisi, possiamo dedurre che la lettura offre innumerevoli opportunità, nonostante il fatto che impegni la vista.
Il vero problema è saperle cogliere, saper individuare l'oportunità del bello in ogni occasione di lettura.
Le sfumature che in un dato ambito di lettura si riesce ad ottenere sono davvero infinite, come dicevo agli inzi di questo lungo articolo; serve un po' di occhio e propensione a immedesimarsi in quel che si legge, pur rimanendo coscienti del mondo in cui si vive.
Il bello del leggere e le proprietà del leggere riescono davvero a mettere colori al mondo e non è un lavoro complesso, basta solo un minimo di buona volontà e interesse verso quel che si legge.
E' una questione di poco, quel che è certo è che la parola scritta ha un peso infinito sulle nostre vite, sia che ne siamo coscienti sia no.
Avere ben a mente questi concetti sopra elencati cambia anche la nostra ottica di pensiero in un certo qual senso.
A voi il ragionare e affinare di più il discorso ora, io vi lascio così. Augurandomi di avervi proposto un buon articolo di discreto interesse e di aver spiegato bene i concetti sopra riportati.
Come già detto non è una propaganda alla lettura ma un analisi delle potenzialità della lettura.
sabato 14 maggio 2011
Argomenti scientifici e storici possono essere un modo per immaginare?
Alla domanda del titolo rispondo..Perchè no!
Perchè scieza e storia devono essere classificate unicamente come "noiose" quando invece nascondono tanti modi di immaginare.
Ad esempio; in un libro si può parlare di un fiore; o di una medusa, o di Cesare. Quando si legge di queste cose, inevitabilmente ci vengno alla mente immagini di quel dato evento che stiamo leggendo, naturalmente se questo ci incuriosisce.
In quel momento immaginiamo, la vita e gli incontri della medusa negli oceani o le battaglie di Cesare nell'anica Roma; anche questa è immaginazione è fantasticheria, quindi perchè tacciare subito un libro scientifico o storico come noioso?
Anche con queste letture è possibile divertirsi e immaginare. Pensiamoci; Un palazzo con i suoi decori, i personaggi che vivevano in quel luogo; la vita nei secoli passati.
Certo la lettura è un pochino più concentrativa di certi autori sciacquetta che non sto nemmeno a nominare, ma ne vale la pena perchè apprendi, ti diverti e immagini.
Ci sto pensando da lungo tempo, il bello del leggere è l'immaginare; il negativo dello studio è il concetto del doverlo fare per forza; ma se studi cose che riescno a farti immaginare anche lo studio può diventare un gioco divertente.
Prima si potrebbe leggere e poi immaginare qualcosa di divertente e rileggere e ripetere il testo poi.
Queste naturalmente sono mie idee, nate da una riflessione; ma penso che sostanzialmente Il vero problema dell'affrontare un testo scinetifico oltre alla classica difficoltà di lettura sia anche nel fatto che non sappiamo prendere il testo con il giusto spirito.
Io dalla mia direi di leggersi un po' alla volta questi testi e lasciare che l'immaginazione corra. Apprendere con calma , senza porsi troppi eccessi.
Come già detto altrove sempre su un mio blog: è come vediamo le cose che genera la differenza.
A seguito lascio una piccola poesia.
Colori visti, Colori sognati
Vedere tutto.
Non vedere niente.
L'occhio ha parte della visione del mondo
L'occhio che alberga nella nostra mente è colui che ci da la visione delle cose.
Vedere tutto con occhi non velati,
percepire l'immesità che l'occhio comune vede;
percepire il dettaglio che l'occhio della mente vede...
Connubiarli;
per una nuova visione.
La vista,
La vista della mente,
Un prisma di colori che genera l'immaginazione.
Perchè scieza e storia devono essere classificate unicamente come "noiose" quando invece nascondono tanti modi di immaginare.
Ad esempio; in un libro si può parlare di un fiore; o di una medusa, o di Cesare. Quando si legge di queste cose, inevitabilmente ci vengno alla mente immagini di quel dato evento che stiamo leggendo, naturalmente se questo ci incuriosisce.
In quel momento immaginiamo, la vita e gli incontri della medusa negli oceani o le battaglie di Cesare nell'anica Roma; anche questa è immaginazione è fantasticheria, quindi perchè tacciare subito un libro scientifico o storico come noioso?
Anche con queste letture è possibile divertirsi e immaginare. Pensiamoci; Un palazzo con i suoi decori, i personaggi che vivevano in quel luogo; la vita nei secoli passati.
Certo la lettura è un pochino più concentrativa di certi autori sciacquetta che non sto nemmeno a nominare, ma ne vale la pena perchè apprendi, ti diverti e immagini.
Ci sto pensando da lungo tempo, il bello del leggere è l'immaginare; il negativo dello studio è il concetto del doverlo fare per forza; ma se studi cose che riescno a farti immaginare anche lo studio può diventare un gioco divertente.
Prima si potrebbe leggere e poi immaginare qualcosa di divertente e rileggere e ripetere il testo poi.
Queste naturalmente sono mie idee, nate da una riflessione; ma penso che sostanzialmente Il vero problema dell'affrontare un testo scinetifico oltre alla classica difficoltà di lettura sia anche nel fatto che non sappiamo prendere il testo con il giusto spirito.
Io dalla mia direi di leggersi un po' alla volta questi testi e lasciare che l'immaginazione corra. Apprendere con calma , senza porsi troppi eccessi.
Come già detto altrove sempre su un mio blog: è come vediamo le cose che genera la differenza.
A seguito lascio una piccola poesia.
Colori visti, Colori sognati
Vedere tutto.
Non vedere niente.
L'occhio ha parte della visione del mondo
L'occhio che alberga nella nostra mente è colui che ci da la visione delle cose.
Vedere tutto con occhi non velati,
percepire l'immesità che l'occhio comune vede;
percepire il dettaglio che l'occhio della mente vede...
Connubiarli;
per una nuova visione.
La vista,
La vista della mente,
Un prisma di colori che genera l'immaginazione.
lunedì 18 aprile 2011
Ptronti: Attenti...Via Primo articolo della new era del Blog - PARANORMALE
Comincio questa nuova era del Blog Parlandovi di Parapsicologia.
Un argomento affascinate; dai più deriso e criticato ma di sicuro fascino. Credete nei fantasmi?
Molti dicono di no, è assurdo crederci; eppure team di esperti studiosi ogni anno raccolgono indubbie prove di fenomeni bizzarri e impossibili da catalogare con i normali parametri della scienza.
Le prove spesso sono interessanti e davvero particolari, eppure dato che non sono ripetibili , la scienza non le cataloga come fattibili ma frutto di casualità senza spiegazione.
Personalmente trovo che il definire qualcosa " Casualità priva di spiegazione" sia un'enorme cazzata.
Se è registrato , significa che un fatto sussiste, c'è stato; eppure dato che non è rieptibile non è una prova..Non pensate sia un po paradossale?
Non voglio difendere gli indagatori del paranormale sia chiaro, ma non sono neanche una loro detrattrice.
Se una pila si accende da sola e a richiesta di spegne piu di una votla a me pare logico che sia una prova, perchè è un fatto tangibile che è successo davvero, quindi se uno lo vede e viene a dire ridendo "mah è solo una casualità" io dico o sei scemo o sei scemo..non c'è molta alternativa.
Non capisco come funziona lo confesso francamente, ma la materia mi intriga e affascina, ho letto molte cose sull'argomento e attualmente guardo una trasmissione inglese di nome Ghost Hunters in cui, vanno a caccia di fantasmi appunto.
Le prove ci sono, su piu indagini differenti capita piu volte che ste pile che usano si accendono da sole, che registrano voci, variazioni di temperatura, che riprendono con la telecamera termica strani agglomerati di calore o freddo che si muovono; tutta illusione?
Non so, ma mi da da riflettere. Badate, non sono la classica beccaccione che se uno grida al fantasma ci crede a priori; io voglio prove di strumentazioni e gli indagatori ne ricavano parecchie, ma c'è un problema, le loro sono strumentazioni sperimentali o appartenenti ad altre categorie di specializzazione, tipo: strumenti da elettricista, idraulico, vulcanologo, oppure sperimentali di loro ideazione , in pratica; sebbene abbiano una strumentazione fissa, nessuna è specifica della loro materia di studio è stata "adottata" e produce riscontri e registrazioni.
Come fare a distinguere allora? Penso che questo sia anche il dilemma della scienza ufficiale, solo che non mi spiego perchè il denigro più netto venga rivolto a questi "scienziati dell'impossibile"
Ci dovrebbe essere più apertura di fronte a questa materia, più apertura di fronte all'idea che l'uomo non è "il novello Dio" ma solo un granello di polvere e che si dovrebbe prestare più occhio a quello che non capiamo.
Un argomento affascinate; dai più deriso e criticato ma di sicuro fascino. Credete nei fantasmi?
Molti dicono di no, è assurdo crederci; eppure team di esperti studiosi ogni anno raccolgono indubbie prove di fenomeni bizzarri e impossibili da catalogare con i normali parametri della scienza.
Le prove spesso sono interessanti e davvero particolari, eppure dato che non sono ripetibili , la scienza non le cataloga come fattibili ma frutto di casualità senza spiegazione.
Personalmente trovo che il definire qualcosa " Casualità priva di spiegazione" sia un'enorme cazzata.
Se è registrato , significa che un fatto sussiste, c'è stato; eppure dato che non è rieptibile non è una prova..Non pensate sia un po paradossale?
Non voglio difendere gli indagatori del paranormale sia chiaro, ma non sono neanche una loro detrattrice.
Se una pila si accende da sola e a richiesta di spegne piu di una votla a me pare logico che sia una prova, perchè è un fatto tangibile che è successo davvero, quindi se uno lo vede e viene a dire ridendo "mah è solo una casualità" io dico o sei scemo o sei scemo..non c'è molta alternativa.
Non capisco come funziona lo confesso francamente, ma la materia mi intriga e affascina, ho letto molte cose sull'argomento e attualmente guardo una trasmissione inglese di nome Ghost Hunters in cui, vanno a caccia di fantasmi appunto.
Le prove ci sono, su piu indagini differenti capita piu volte che ste pile che usano si accendono da sole, che registrano voci, variazioni di temperatura, che riprendono con la telecamera termica strani agglomerati di calore o freddo che si muovono; tutta illusione?
Non so, ma mi da da riflettere. Badate, non sono la classica beccaccione che se uno grida al fantasma ci crede a priori; io voglio prove di strumentazioni e gli indagatori ne ricavano parecchie, ma c'è un problema, le loro sono strumentazioni sperimentali o appartenenti ad altre categorie di specializzazione, tipo: strumenti da elettricista, idraulico, vulcanologo, oppure sperimentali di loro ideazione , in pratica; sebbene abbiano una strumentazione fissa, nessuna è specifica della loro materia di studio è stata "adottata" e produce riscontri e registrazioni.
Come fare a distinguere allora? Penso che questo sia anche il dilemma della scienza ufficiale, solo che non mi spiego perchè il denigro più netto venga rivolto a questi "scienziati dell'impossibile"
Ci dovrebbe essere più apertura di fronte a questa materia, più apertura di fronte all'idea che l'uomo non è "il novello Dio" ma solo un granello di polvere e che si dovrebbe prestare più occhio a quello che non capiamo.
martedì 29 marzo 2011
DI NUOVO AI NASTRI DI PARTENZA
Rieccomi quà dopo una vita.
Vi comunico gli aggiornamenti decisi, se ancora qualcuno si ricorda di questo povero blog.
Riguardo alla famosa community è già attiva e se è possibile vi inserisco il link
http://scrivereeleggere.forumcommunity.net/
Ho deciso di ristrutturare un vecchio mio foro disabitato da tempo per questa community, l'ho ristrutturato e spero di trovare un utenza che apprezzi come me la scrittura e il cocnetto di chiacchierata in generale.
Riguardo alle funzioni del blog invece dopo attente valutazioni mi sono decisa a tenerlo con le sue vecchie funzioni di articoli narrativi più una nuova funzione a carattere di recensione libri.
Ho in mente anche un nuovo blog che sarà piu strutturato e con un giornale inserito ma mi rimetto nel parlarvi del suddetto progetto ad un tempo futuro.
Purtroppo il tempo che ho è poco e di passare tutto il giorno al pc non ho tempo, ma farò del mio meglio per essere funzionale per quanto mi è possibile.
Per ora questo è quanto.
Un informativa che tenevo a darvi riguarda il nome del blog. Inizialmente Volevo cambiarlo e dargliene uno piu come dire "sensato"
Ma ho scelto anche qui di rimanere con l'attuale nome e questo per una facilitazione all'utenza che già conosce il blog per i suoi contenuti di reperirlo con maggiore facilità.
Alla prossima ^^ Riprenderò quanto prima glia ggiornamenti articoli !
Vi comunico gli aggiornamenti decisi, se ancora qualcuno si ricorda di questo povero blog.
Riguardo alla famosa community è già attiva e se è possibile vi inserisco il link
http://scrivereeleggere.forumcommunity.net/
Ho deciso di ristrutturare un vecchio mio foro disabitato da tempo per questa community, l'ho ristrutturato e spero di trovare un utenza che apprezzi come me la scrittura e il cocnetto di chiacchierata in generale.
Riguardo alle funzioni del blog invece dopo attente valutazioni mi sono decisa a tenerlo con le sue vecchie funzioni di articoli narrativi più una nuova funzione a carattere di recensione libri.
Ho in mente anche un nuovo blog che sarà piu strutturato e con un giornale inserito ma mi rimetto nel parlarvi del suddetto progetto ad un tempo futuro.
Purtroppo il tempo che ho è poco e di passare tutto il giorno al pc non ho tempo, ma farò del mio meglio per essere funzionale per quanto mi è possibile.
Per ora questo è quanto.
Un informativa che tenevo a darvi riguarda il nome del blog. Inizialmente Volevo cambiarlo e dargliene uno piu come dire "sensato"
Ma ho scelto anche qui di rimanere con l'attuale nome e questo per una facilitazione all'utenza che già conosce il blog per i suoi contenuti di reperirlo con maggiore facilità.
Alla prossima ^^ Riprenderò quanto prima glia ggiornamenti articoli !
mercoledì 14 ottobre 2009
INFORMAZIONI
Negli ultimi mesi ho battuto latitanza dal blog.
Un po per vagabondaggine ed un po perchè ho in mente un nuovo progetto che probabilmente porterà le info di questo blog oppure il blog stesso a decise modifiche.
Non ho idea quindi se chiuiderà la baracca, l'unica cosa certa è che la sottoscritta è un po stanca di non trovare un posto in cui le persone sappiano discutere e accettare oopinioni altrue quindi, appunto per questa motivazione sto pensando di approfondire le mie conoscenze e aprire un forum con blog annesso dove possano apparire informazioni ed in cui si discuta seriamente di materie letterarie, storiche e scientifiche e non solo.
Quindi per il momento niente articoli. Vi informerò sulle novità
Alla prossima!
mercoledì 5 agosto 2009
Un errore classico e la casualità
Recentemente rifletto sulla mia scrittura.
Ho scoperto molte lacune e una brutta tendenza al buonismo, in pratica le storie si riducono a semplici favole.
Costruite certo, ben ambientate ma mancano di una nota decisa.
Così mi sono decisa a dare una svolta alla mia narrazione.
Come ho fatto?
Semplice mi sono limitata ad ascoltare, osservare ciò che avevo attorno. E' stato utilissimo e oltre al piacere di scoprire dettagli fino ad ora ignorati, dei luoghi che solitamente frequento; mi ha aiutato a capire che quello che mancava alle mie storie era la casualità.
Tutto fino a poco tempo fa si svolgeva esattamente come lo ideavo neile mie storie, non ci avevo fatto caso ma poi me ne sono accorta, così ho iniziato a riflettere su come poter eliminare quelle ovvietà che spesso si presentano nella mia narrazione.
E' difficile e alcune volte tremendamente irritante e questo perchè non sai mai se quel pezzo del tuo racconto in cui metti l'anima e il cuore agli altri sembrerà realistico.
A me è capitato, ho scritto la prima parte di un racconto con l'entusiasmo e sentendo l'emozione ad ogni azione che la mia protagonista compieva; ho riletto i pezzi decine di volte correggendoli e ricorreggendoli e il risultato che mi sono sentita dire è " Mah non mi sembra realista" da chiunque l'ha letto.
Quella volta ci rimasi male e così il seguito l'ho lasciato nell'agenda dove è stato scritto a mano; tuttavia questi commenti mi hanno dato anche la possibilità di riflettere.
I personaggi e il clima della storia davano l'idea di epico, stile film. Non era una storia semplice e la narrazione era veloce e ricca di eventi, forse troppo ricca.
In questo caso capisco che avevo messo troppo entusiasmo in quel racconto e per questo il clima instaurato non piaceva, un giorno forse la riscriverò ma non ne sono sicura anche perchè dati i caratteri dei personaggi e i loro ruoli all'interno del racconto di : giovane dai poteri sciamanici, cacciatore di vampiri e capo di un clan di vampiri, i caratteri non possono generare altro che una storia stile film epico.
Teniamo anche conto che fra i due nemici c'è una parentela e che amano la stessa ragazza e il risultato è che il tutto risulta un po fiabesco.
A me sembrava che la casualità fosse presente ma probabilmente il mio punto di vista quale autrice non è affatto imparziale.
Casualità; una sola parola che forma uno dei perni portanti di un racconto.
Quante domande, dubbi, blocchi narrativi causa questa parola; superarli non è facile e non si è mai certi del risultato, un po come giocare una partita alal roulet russa.
Impegnarsi, analizare, leggere e rileggere a volte aiuta, a volte ottiene un effetto contrario e decisamente negativo.
Scrivere è difficlie molto più di quanto si possa immaginare e non finirò mai di dirlo.
Ho letto diverse guide per aspiranti narratori con interesse e tutte dicono la medesima cosa mai smettere di leggere la propria storia, mai smettere di rivederla.
Un consiglio che posso dare per evitare l'errore del troppo buonismo e della mancanza di casualità è quello di osservarsi attorno, guardare documentari, ispirarsi a luoghi esistenti.
Girare per la propria città, oservare i dettagli delle case, dei giardini; riportare ogni emozione provata poi, immaginare quei luoghi in contesti diversi e soffermarsi a riflettere di nuovo.
Aiuta molto o almeno a me ha aiutato.
Ancora ho molto da imparare però, veramente molto e ogni giorno me ne rendo sempre più conto.
Non basta un foglio e una penna per scrivere.
Ho scoperto molte lacune e una brutta tendenza al buonismo, in pratica le storie si riducono a semplici favole.
Costruite certo, ben ambientate ma mancano di una nota decisa.
Così mi sono decisa a dare una svolta alla mia narrazione.
Come ho fatto?
Semplice mi sono limitata ad ascoltare, osservare ciò che avevo attorno. E' stato utilissimo e oltre al piacere di scoprire dettagli fino ad ora ignorati, dei luoghi che solitamente frequento; mi ha aiutato a capire che quello che mancava alle mie storie era la casualità.
Tutto fino a poco tempo fa si svolgeva esattamente come lo ideavo neile mie storie, non ci avevo fatto caso ma poi me ne sono accorta, così ho iniziato a riflettere su come poter eliminare quelle ovvietà che spesso si presentano nella mia narrazione.
E' difficile e alcune volte tremendamente irritante e questo perchè non sai mai se quel pezzo del tuo racconto in cui metti l'anima e il cuore agli altri sembrerà realistico.
A me è capitato, ho scritto la prima parte di un racconto con l'entusiasmo e sentendo l'emozione ad ogni azione che la mia protagonista compieva; ho riletto i pezzi decine di volte correggendoli e ricorreggendoli e il risultato che mi sono sentita dire è " Mah non mi sembra realista" da chiunque l'ha letto.
Quella volta ci rimasi male e così il seguito l'ho lasciato nell'agenda dove è stato scritto a mano; tuttavia questi commenti mi hanno dato anche la possibilità di riflettere.
I personaggi e il clima della storia davano l'idea di epico, stile film. Non era una storia semplice e la narrazione era veloce e ricca di eventi, forse troppo ricca.
In questo caso capisco che avevo messo troppo entusiasmo in quel racconto e per questo il clima instaurato non piaceva, un giorno forse la riscriverò ma non ne sono sicura anche perchè dati i caratteri dei personaggi e i loro ruoli all'interno del racconto di : giovane dai poteri sciamanici, cacciatore di vampiri e capo di un clan di vampiri, i caratteri non possono generare altro che una storia stile film epico.
Teniamo anche conto che fra i due nemici c'è una parentela e che amano la stessa ragazza e il risultato è che il tutto risulta un po fiabesco.
A me sembrava che la casualità fosse presente ma probabilmente il mio punto di vista quale autrice non è affatto imparziale.
Casualità; una sola parola che forma uno dei perni portanti di un racconto.
Quante domande, dubbi, blocchi narrativi causa questa parola; superarli non è facile e non si è mai certi del risultato, un po come giocare una partita alal roulet russa.
Impegnarsi, analizare, leggere e rileggere a volte aiuta, a volte ottiene un effetto contrario e decisamente negativo.
Scrivere è difficlie molto più di quanto si possa immaginare e non finirò mai di dirlo.
Ho letto diverse guide per aspiranti narratori con interesse e tutte dicono la medesima cosa mai smettere di leggere la propria storia, mai smettere di rivederla.
Un consiglio che posso dare per evitare l'errore del troppo buonismo e della mancanza di casualità è quello di osservarsi attorno, guardare documentari, ispirarsi a luoghi esistenti.
Girare per la propria città, oservare i dettagli delle case, dei giardini; riportare ogni emozione provata poi, immaginare quei luoghi in contesti diversi e soffermarsi a riflettere di nuovo.
Aiuta molto o almeno a me ha aiutato.
Ancora ho molto da imparare però, veramente molto e ogni giorno me ne rendo sempre più conto.
Non basta un foglio e una penna per scrivere.
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